Usura al 35%: processo a un 68enne
Tassi di interesse eccessivi a un imprenditore edile. Poi il rogo doloso e cartucce
Dopo un percorso giudiziario accidentato, a ben 12 anni dai fatti ieri è arrivati davanti al collegio del giudici un processo per usura che vede come imputato un 68enne. L’uomo è accusato di aver prestato quasi 115mila euro a tassi usurari fino al 35% di interessi ai danni di un imprenditore edile che ha anche subito un incendio doloso. L’imputato, difeso dall’avvocato Luca Brezigar, è accusato di una serie di prestiti dal 1004 al 2008 che gli hanno permesso di incassare assegni di somme molto superiori con interessi ben al di sopra dei limiti di legge. La vittima, oggi parte civile assistita dall’avvocato Cosimo Zaccaria, è un imprenditore edile modenese finito nella morsa di una crisi finanziaria: si era rivolto all’imputato, per lui sconosciuto, per chiedere denaro. Il presunto usuraio ha fatto vari prestiti per 100mila euro: uno da 60mila, uno da 10mila e uno da 30mila. Poi gli ha iniziato a chiedere indietro i soldi. Ha preteso una somma quantificabile tra 115mila euro (con un tasso di interesse del 27%) e 139mila euro (con interessi sopra il 35%).
La famiglia della vittima non ne sapeva nulla. È stato molto tempo dopo, nel 2008, che è venuta a sapere cosa accadeva. Lo ha scoperto dopo l’incendio doloso appiccato da ignoti al deposito dell’usurato: un rogo che ha distrutto strumenti e materiali di lavoro. È emerso che poco prima aveva interrotto i pagamenti dei rimborsi all’usuraio perché non ce la faceva più a sostenere il ritmo di interessi che gli era stato imposto. La moglie della vittima ha così scoperto l’esistenza di assegni che interessavano anche il suo conto corrente. Poco dopo sono arrivate anche alcune cartucce, lasciate in vista della vittima come chiaro avvertimento a continuare il saldo del debito. Un gesto che non lasciava più dubbi anche sul precedente incendio doloso.
La denuncia ha fatto seguito a una indagine approfondita da parte della Procura ma il pm titolare dell’inchiesta aveva chiuso l’indagine con una richiesta di archiviazione. In seguito all’opposizione della pare offesa, il gip ha però deciso di andare avanti e ha chiesto altre indagini che ora hanno portato al processo. Il giudice ha infatti chiesto accertamenti bancari sulle disponibilità dell’imputato che ora verranno esposte al processo.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google