Il procuratore capo Roberti: «La corruzione è metodo mafioso»
Non c’è solo la criminalità organizzata italica ad operare in terra modenese. A Castelfranco, infatti, con un blitz i carabinieri della locale tenenza, insieme a quelli del Reparto Operativo,...
Non c’è solo la criminalità organizzata italica ad operare in terra modenese. A Castelfranco, infatti, con un blitz i carabinieri della locale tenenza, insieme a quelli del Reparto Operativo, arrestarono due persone, accusate di tratta di persone, riduzione in schiavitù e associazione a delinquere. Si occupavano dello sfruttamento della prostituzione e in manette finì anche un modenese di 44 anni, che di fatto faceva il taxista delle lucciole. Nel processo di primo grado, effettuato con rito abbreviato, Denisa Nikolic è stata condannata a 6 anni di reclusione mentre sono 8 gli anni che il giudice ha inflitto a Marko Radomirovic.
Ma tornando sulle infiltrazioni mafiose va aggiunto come, a livello bipartisan, si sia alzata la richiesta di considerare la corruzione come aggravante dell’associazione mafiosa. «Il metodo mafioso oggi è fondato sulla corruzione, sulla intimidazione, sulla violenza come forza di riserva rispetto alla corruzione. Anche la Cassazione, rispetto all’inchiesta su mafia capitale, ha confermato che il metodo mafioso consiste nella forza di intimidazione del vincolo associativo che si estrinseca, oggi, con la corruzione e poi, eventualmente, con la violenza», ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti».
«La corruzione è la principale arma del metodo mafioso», ha aggiunto la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.
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