Nasce il grande murales per ricordare Gianni
Fiorano. Iniziato sulla fiancata del teatro grazie all’impegno del Collettivo Fx Franchini era l’amico di tutto il paese, Babbo Natale per i bimbi e chitarrista
FIORANO. Gianni Franchini è morto il 23 novembre scorso e praticamente da subito i fioranesi hanno chiesto che fosse ricordato in qualche modo, per sempre. Era stata proposta l'intitolazione di una piccola area verde compresa fra piazza Menotti e il Bla. L'amministrazione ha optato invece per la realizzazione di un murales dedicato a Gianni. Ieri la realizzazione dell'opera è cominciata, sulla fiancata del Teatro Astoria, grazie all'impegno del Collettivo Fx, lo stesso che ha già dipinto la parete di fronte alla casa di riposo Coccapani. Siamo solo agli inizi, ma si riconosce Gianni con la sua bicicletta e ai fioranesi viene già un po' di magone. Gianni Franchini infatti, approdato a Fiorano quando la legge Basaglia lo fece uscire dalla struttura in cui era ospitato, era diventato amico di tutti, Babbo Natale per i bambini, suonatore di chitarra e armonica per gli adulti, presenza costante e allegra in piazza Menotti. Per motivi di conservazione dell'intonaco, la facciata su cui il murales viene realizzato non è la più esposta e visibile, quella che guarda piazza Martiri partigiani fioranesi, ma quella rivolta a mezzogiorno, verso il palazzo degli uffici tecnici, più nascosta ma comunque in grado di offrire uno scorcio molto suggestivo. Tornano ora alla mente le tante belle parole con cui Gianni venne ricordato nei giorni seguiti alla sua scomparsa: «Fiorano aveva da quasi quarant’anni tra i propri cittadini – parole del sindaco Francesco Tosi - una persona mite, semplice, molto semplice, una persona che aveva bisogno di aiuto; una persona che ha ricevuto questo aiuto dalla comunità fioranese, a livello istituzionale e a livello personale da molti; una persona che al tempo stesso ha dato tanto a Fiorano. La storia di Gianni è un simbolo bellissimo di tenerezza, di innocenza, di accoglienza, di condivisone». Ruggero Cavani, che per quarant’anni si è occupato di lui, lo ricorda così: «Era il novembre del 1977 quando ti abbiamo conosciuto: la tua simpatia, il tuo carattere gioviale, la tua tenerezza e il tuo cuore grande e generoso ti hanno contraddistinto in tutti questi anni. Ricordiamo brevemente le tappe della tua presenza a Fiorano: già nei primi anni '80 il tuo lavoro all’Officina Meccanica Sassolese, la tua attività presso la Cooperativa Alecrim, il volontariato al cimitero, il servizio di accompagnatore di ammalati e disabili con l’Unitalsi, l’attività di cameriere alle feste organizzate in paese. Non possiamo dimenticare i tuoi tanti costumi, su tutti quello del Principe Azzurro e quelli di Babbo Natale. Ma un ricordo speciale lo voglio riservare all'armonica e all’indimenticabile chitarra. Finché le forze te lo hanno permesso hai fatto a tanti, a partire dai bambini fino alle nonne, bellissime serenate».
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