A Modena gruppo di profughi si ribella: "Troppi in 18 in quel casolare"
Pakistani e centroafricani hanno lasciato la casa di Cittanova accampandosi vicino alla Metro. Trattative e poi la decisione di incamminarsi per andare in questura a protestare
MODENA. Hanno detto di essere stati praticamente "stoccati" in un casolare di campagna, lasciati per una decina di giorni senza "poket money" , la diaria che viene data loro per la piccole spese, senza spazzolino per lavarsi i denti, con pasti e cene che arrivavano a volte alle 12 a volte alle 14.30 e anche più tardi, senza alcun contatto con operatori.
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Ma soprattutto, con l'ultimo arrivo, di essere diventati in diciotti in una casa che ha soli due bagni. Per questo i profughi, pakistani e del centroafrica, hanno lasciato la casa di Cittanova e si sono accampati a fianco della rotonda vicino alla Metro, fermati dalla polizia avvisata dai passanti. C'è stata una trattativa nel primo pomeriggio con i responsabili della cooperativa L'Angolo che li hanno in gestione, poi quattro pakistani sono rientrati, gli altri si sono incamminati, valige in testa, per raggiungere la questura.. I profughi vengono da Bologna, rientrano nel contingente Mare Nostrum e sono stati distribuiti nel nostro territorio in attesa che venga riconosciuta la loro domanda di asilo.
Poveri profughi di chissa quale paese. Li scaricati ora un tir in piazzola di sosta sull autosole a Mo. Loro hanno scavalcato e ora si dirigono verso la speranza.
Pubblicato da Costantini Sassuolo Carlo su Venerdì 4 marzo 2016
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