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Alberto sotto choc per l’omicidio del padre

Alberto sotto choc per l’omicidio del padre

San Cesario. L’avvocato lo visita in carcere e oggi convalida dell’arresto. Incredulità tra i conoscenti

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SAN CESARIO. Questa mattina Alberto Savigni, il 46enne che ha ucciso il padre Alberto al culmine di una lite, comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto. In quell’occasione e anche dopo aver sentito il parere del pubblico ministero Luca Guerzoni, che coordina le indagini, il gip deciderà se lasciarlo in carcere o magari alleggerire la misura di quello che sempre più appare un omicidio preterintenzionale, ossia non voluto, ma comunque come conseguenza di un’azione violenta, la lite e la spinta contro il muro, appunto.

Ieri, intanto, il legale di fiducia di Alberto Savigni, Domenico Ippolito che con Luca Brezigar si divide la difesa, ha fatto visita in carcere al suo cliente. Hanno potuto parlare per un’oretta per iniziare ad entrare nel merito della vicenda e ancora prima di poter leggere gli atti dell’inchiesta. Il 46enne è ancora sotto choc e molto provato per quanto avvenuto: ha ribadito di non aver mai avuto intenzione di spingere il padre per ucciderlo. Intanto il primo passo dei difensori è stato quello di conferire un incarico specialistico ad un professionista che possa seguire gli esami autoptici disposti sul corpo dell’83enne Alberto Savigni.

All’indomani dell’omicidio l’azienda agricola di via Sant’Adriano, dove Alberto e Davide Savigni vivevano da soli, è desolatamente vuota. I carabinieri hanno posto i sigilli al capannone in cui si è consumato l’omicidio. Un omicidio che, chi conosceva Alberto e Davide, non riesce a spiegare: «Alberto era un amico da tantissimi anni - dice un avventore del circolo Arci di Sant’Anna dove l’anziano andava a giocare a carte - Abbiamo fatto le elementari insieme, ma non posso dire quali rapporti avesse con il figlio, perché Alberto sulle questioni familiari era molto riservato. Quello che mi sento di dire è che deve essersi trattato per forza di un incidente, perché Davide non è un ragazzo cattivo. Forse una discussione animata, come ce ne sono sia in famiglia sia sul lavoro. Una terribile fatalità».

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