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Albinelli, i clienti chiedono più tempo per fare la spesa

Albinelli, i clienti chiedono più tempo per fare la spesa

Tra i frequentatori dello storico luogo: «Un tesoro di Modena, guai a chi lo tocca» E raccoglie consensi l’ipotesi di spazi dedicati ad un ristorante e allo street food

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«Toglieteci tutto, ma non l'Albinelli». È la sintesi con cui i clienti rispondono alle voci su una trasformazione del mercato. Frequentatori della prima e dell'ultima ora fanno registrare giudizi in pagella dal sei in su.

Un'unica voce è favorevole all'ipotesi della privatizzazione. Tanti danno suggerimenti. «Siamo clienti da sempre - esordisce Alvise Marchesi - e siamo soddisfatti, anche se andrebbe aperto più a lungo». «Va lasciato così - fa eco la moglie, Tonina Marchesi Grossi - senza strane idee. Le aperture pomeridiane potrebbero essere lanciate in alcuni giorni della settimana. Ci sono persone a cui potrebbe fare comodo». Giudizio confermato da altri. «Un punto di ristorazione non servirebbe - riconosce Marisa Dotti - ma l'apertura pomeridiana sì. Faccio la spesa al mercato da diversi anni, completando gli acquisti fatti ai centri commerciali: in centro si fa fatica a parcheggiare». «Servirebbero aperture pomeridiane - riprende Ciro De Miccoli - e aperitivi per i giovani. La ristorazione all'interno non serve: ci sono già troppi banchi e alcuni stanno chiudendo per la crisi».

Sul capitolo culinario i punti di vista sono diversi. «Un ristorante ci starebbe bene», riconosce Edward Tewiej, ghanese di nascita, a Modena da novembre. «Se uno ha soldi da buttare via», replica Augusto Zanoli, riconoscendo che il mercato «ha pregi e difetti». «Un punto di ristorazione non servirebbe - sostiene Paolo Sighinolfi - perché l'Albinelli è frequentato, soprattutto, da donne e impiegati. È un posto di passaggio. Può essere un luogo curioso anche per i turisti. A Palermo avrei voluto vedere la Vucciria (storico mercato come Ballarò), ma ho trovato chiuso». La vede così anche Gabriella Bonzagni. «Il mercato è una fortuna per Modena - afferma entusiasta la donna - ormai è un'istituzione della città. In un banco si prende un prodotto, in un secondo un altro. La ristorazione potrebbe essere un'attrattiva per i turisti».

«Lo street food mi piacerebbe - aggiunge Lucia Bellotti - ma in generale mi trovo già bene. Lavoro in centro e mi muovo in motorino, così mi posso godere il mercato». Qualcuno ha una nota critica. «Ci sono troppi banchi - sostiene Giorgio Ruini - qualcuno lavora, qualcun altro no. C'è già un piccolo punto di ristorazione. Tuttavia, manca la tradizione. Se potessi lo privatizzerei, togliendolo dai piedi del Comune. Mi sembrerebbe strana Modena senza l'Albinelli. Una volta l'avevano spostato dal centro e andava meglio lì». Avevano spostato anche la linea bus del sei. «È stato un disastro - ha detto ancora Paolo Sighinolfi - così com'è il mercato è comunque il "non plus ultra". Faccio la spesa all'Albinelli da una vita e mi sono sempre trovato bene. Non so se sarebbe il caso sia aperto anche il pomeriggio. Qualunque cosa succeda, il mercato non deve chiudere».

Gabriele Farina

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