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Fedeli e sacerdoti per ricordare don Achille

Fedeli e sacerdoti per ricordare don Achille

Tanta gente e ricordi alla messa in suffragio del parroco di Madonna di Sotto scomparso un anno fa

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Chiesa gremita a Madonna di Sotto per la messa in suffragio di don Achille Lumetti, storico parroco di Quattroponti che, dopo aver guidato la parrocchia per ben 35 anni, è deceduto il 2 marzo 2015. Tante famiglie del quartiere, molti giovani educati da don Achille e tanti confratelli, provenienti da altre parrocchie di Sassuolo e dintorni, hanno voluto ricordare il prete, le sue opere e i ricordi che li hanno legati.

Al termine della cerimonia a tutti è stato distribuito gratuitamente un libro, “Gli articoli di don Achille”, voluto in particolare dal segretario parrocchiale Alessandro Mareggini e curato da Alberto Broglia, che racchiude gli scritti del parroco su diversi temi e diverse fotografie.

«Ringrazio veramente tutti per essere qui - ha detto il fratello don Umberto - in particolare i sacerdoti che sono venuti e che hanno amato mio fratello: è la prova che ci vogliamo bene e che Achille ha lasciato sentimenti positivi nel cuore di chi lo ha conosciuto».

Anche don Giovanni Saccani, parroco a Braida e oggi coordinatore anche di Madonna di Sotto, ha voluto ricordare il confratello: “invito ognuno a portare avanti il messaggio di don Achille, e ai sacerdoti chiedo di prendere esempio da lui, che è stato in grado di trovare nelle persone la vocazione al sacerdozio e che ha saputo creare nella parrocchia un bellissimo clima di amicizia. Aveva un carattere forte, a volte anche scorbutico, ma era capace di coltivare grandi amicizie. Quando vado nelle case per le benedizioni molti mi parlano di lui, lo definiscono un grande aiuto nel loro percorso di fede, un buon prete e una brava persona”.

Tra i ricordi anche quello dei parrocchiani, che hanno espresso soddisfazione per la presenza di tante persone alla messa. «Il Don qui è in tutto, nelle persone e nelle cose - ha concluso don Massimiliano Giovannini, allievo del parroco che lo avviò al sacerdozio - perché qui tutto parla di lui. Il libro ricorderà quello che don Achille è stato per le persone, che era in grado di capire e di aiutare con parole puntuali e vere».

Andrea Gilioli

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