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Gioielliere disabile picchiato e rapinato a Vignola

Gioielliere disabile picchiato e rapinato a Vignola

Pugni anche alla commessa e a due clienti. Legati e rinchiusi nel laboratorio con la pistola puntata. Bottino di 50mila euro

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VIGNOLA. Era una banda di professionisti quella che ieri (giovedì 3 marzo), attorno alle 10, ha rapinato la storica gioielleria “Galli”, in via Garibaldi in pieno centro a Vignola, durante il mercato settimanale. Erano in tre, armati di pistola e a volto scoperto: sono entrati come normali clienti ed hanno agito con velocità, violenza e perizia.

Hanno subito estratto la pistola, poi strattonato e preso a pugni Gianluigi Galli, figlio dello storico titolare e da alcuni anni costretto su una sedie a rotelle per un incidente stradale, una commessa e un cliente. Dopodiché hanno legato loro le mani con le fascette da elettricisti e li hanno portati nel laboratorio posto nel retro bottega, dove uno dei componenti della banda li ha tenuti sotto tiro di pistola per tutta la durata della rapina.

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Non appena i banditi hanno avuto la certezza che nessuno dei presenti potesse far scattare l’allarme, si sono concentrati sul bottino: preziosi ed orologi soprattutto, scelti con cura, per un totale che si aggira attorno ai 50mila euro. L’operazione è durata pochi minuti, ma è stata interrotta dall’ingresso di un altro ignaro cliente. Anche nei suoi confronti non sono stati usati metodi educati, ha incassato un violento pugno, che lo ha steso. A terra, confuso, è rimasto fino al termine del colpo, quando è stato soccorso dalla commessa del gioielliere.

Poi così come i tre banditi sono arrivati se ne sono andati, facendo perdere le loro tracce a piedi, prima di darsi alla fuga probabilmente in macchina. Nessuno si è accorto di nulla: né l’edicolante attiguo o gli altri commercianti del centro, ma neppure gli operai del cantiere edile attualmente in corso nella chiesa che si trova proprio di fronte alla gioielleria Galli.

Le indagini sono affidate ai carabinieri della tenenza di Vignola e della Compagnia di Sassuolo, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti all’interno del negozio, oltre ad effettuare i rilievi scientifici, alla ricerca di eventuali impronte digitali lasciate dai rapinatori. Saranno visionati anche i filmati della sorveglianza interna, oltre a quelli della telecamera situata all’incrocio tra via Garibaldi e via Soli, che gode di una visuale perfetta della zona adiacente all’ingresso della gioielleria.

È la prima rapina che la gioielleria Galli, la più antica di Vignola, ha dovuto subire nel corso della sua lunga storia iniziata nel 1960.

«Ne ricordo una anni fa ad un’altra gioielleria non molto distante da qui», dice un inquilino della palazzina che si affaccia su via Garibaldi. «Io non mi sono accorto di nulla, ma credo che i banditi sapessero bene quel che facevano: per le forze dell’ordine è difficile muoversi il giovedì mattina, giorno di mercato e in cui alcune strade che portano in centro sono chiuse al traffico».

Gianluigi Galli è evidentemente scosso dalla rapina, la violenza dei malviventi è stata feroce: «La cosa più importante è che stiamo tutti bene - dice prima di rientrare in gioielleria, preoccupato non solo della sua persona, ma anche per la commessa e i clienti - Certo vedersi una pistola puntata contro la faccia è un’esperienza terribile che non auguro a nessuno».

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