Mata, tra scintille e minacce di querele
In consiglio comunale ieri è tornato di attualità - e quando mai ha smesso di esserlo - il tema della cultura. Andrea Galli di Forza Italia aveva chiesto le dimissioni dell’assessore Gianpietro...
In consiglio comunale ieri è tornato di attualità - e quando mai ha smesso di esserlo - il tema della cultura. Andrea Galli di Forza Italia aveva chiesto le dimissioni dell’assessore Gianpietro Cavazza e il motivo scatenante è stata la mostra al Mata, che Galli aveva da subito contestato, nei modi e nei contenuti: «Quando non c’è l’afflusso non si può dire che non è importante. La mostra è stata sbagliata in tutto: programmazione, organizzazione e promozione sono state sbagliate». Poi Galli ha toccato, col suo stile, le corde politiche della maggioranza: «Cavazza ha una mamma e un papà - Maletti e Muzzarelli - ed è inutile sindaco che faccia il bullo». Il collega Morandi, infatti, prima aveva mandato il sindaco su tutte le furie e dice a Morandi di vergognarsi, complimento ricambiato dal berlusconiano: «Cavazza fa quello che dice Muzzarelli, è evidente. Si dovrebbero chiedere le dimissioni del sindaco che forse doveva rendere un favore a qualcuno». Chiaro il riferimento ai proprietari della Manifattura. E qui l’esplosione muzzarelliana che minaccia querele.
In realtà il problema è poi ben più ampio, è ciò che la cultura dimostra di non possedere, cioè un progetto. Basta vedere la prossima programmazione del Mata, decisamente al di sotto delle aspettative. Anche Francesco Rocco (Fas), consigliere di maggioranza ma uscito dal Pd, «ammette che il problema c’è stato. Inutile nasconderlo, qualcosa non ha funzionato».
Dubbioso il Movimento Cinquestelle: «Siamo consapevoli che l’assessorato alla cultura è tra i più complessi da gestire e non può essere ridotto a numeri di una mostra. La verità è che sono stati spesi soldi pubblici per un contenitore senza i contenuti. Mettere in discussione assessore e intero assessorato è un discorso però molto più complesso». Domenico Campana di Per Me Modena non è per le dimissioni ma ammette che «il problema culturale a Modena è un problema complesso». (d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
