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TRUFFA

San Cesario. «Rubati i soldi per mio figlio malato»

San Cesario. «Rubati i soldi per mio figlio malato»

A Sant’Anna due uomini travestiti da carabinieri truffano badante per 4mila euro: i soldi servivano per curare il tumore del figlio

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SAN CESARIO. Lidia è arrivata in Italia dall’Ucraina nove anni fa. Non per scelta, ma per necessità: «Avevo bisogno di soldi per pagare le cure di mio figlio, Alessandro, che da dieci anni sta combattendo contro un tumore che non gli consente di lavorare». Così non ci ha pensato due volte, ha fatto i bagagli ed è partita; qui ha trovato lavoro come badante e da allora trascorre quattro mesi in Italia a lavorare e quattro accanto al figlio. Ieri è stata vittima di una truffa da 4mila euro, risparmi che avrebbe dovuto portare in Ucraina, affinché Alessandro, che percepisce 30 euro di pensione di invalidità, possa affrontare le spese mediche.

LA TRUFFA. Siamo a Sant’Anna di San Cesario, dove Lidia accudisce un’anziana allettata. I due malviventi avevano organizzato il colpo alla perfezione, tanto che si sono presentati al campanello vestiti con divise da carabinieri. Hanno parcheggiato la vettura nel piccolo cortile verso le 10,30. Uno dei due è sceso, l’altro è rimasto in auto.

Al suono del campanello, Lidia si è affacciata dal balcone. Sapeva che una ditta specializzata avrebbe dovuto portare degli strumenti sanitari: sarebbero serviti per il fratello della donna da lei accudita, un carabiniere da anni in pensione. Vedendo alla porta quell’uomo con la divisa dell’Arma ha pensato che ci fosse un qualche collegamento, così è scesa ed ha aperto. Il finto militare le ha mostrato un tesserino fasullo: «Siamo qui per fare dei controlli sulla pensione della padrona di casa - ha detto in un italiano senza particolari accenti - L’ufficio postale le ha dato dei soldi falsi».

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Lidia si è fidata. La divisa era indiscutibilmente quella dei carabinieri e così ha preso i soldi della pensione dell’anziana, circa seicento euro, e li ha dati all’uomo, che, però, non si è accontentato e l’ha convinta a consegnare anche il denaro in suo possesso, per verificare se vi fossero delle banconote false. E Lidia, come detto, ne aveva molto, 4mila euro. L’uomo, che nel frattempo si era introdotto in casa, ha preso i soldi, ha fatto finta di controllarli e poi ha invitato la badante ad andare a prendere i documenti di identità. Non appena Lidia è andata nell’altra stanza, il finto carabiniere ha sfruttato l’occasione per svignarsela. Lidia lo ha visto e gli ha chiesto dove stesse andando, ma ormai era troppo tardi. I due si sono allontanati in auto, facendo perdere le loro tracce. Alla badante non è rimasto che telefonare alla municipale.

LA VITTIMA. «Sono una stupida», ripete dopo qualche ora tra le lacrime Lidia, ancora scossa e inconsolabile. «I soldi mi servivano per tornare da Alessandro e per le cure, non so ancora come sia potuto accadere. Sono sempre stata attenta, ma quando ho visto le divise mi sono fidata. E per fortuna non ci hanno fatto male. Forse la mia signora mi pagherà il viaggio. Ma la colpa è solo mia».

Questo il dolore di chi ha dovuto subire una truffa perpetrata da individui più simili a sciacalli che a uomini.

Giovanni Balugani

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