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Sottopasso, il Comune non lo farà più

Sottopasso, il Comune non lo farà più

L’accusa dei Cinquestelle: «La convenzione obbligherebbe i proprietari del Mata a pagarlo. Perché tutto è fermo?»

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La Manifattura Tabacchi continua ad essere una delle spine nel fianco di questa amministrazione. Prima il Mata, nato male e proseguito peggio non tanto nei contenuti quanto nei modi. Ora un altro aspetto del recupero del colosso di viale Monte Kosica è emerso in consiglio comunale grazie ad una interrogazione presentata dal Movimento Cinquestelle. Parliamo del sottopasso dell’omonima via, che avrebbe dovuto collegare la porta Nord della stazione direttamente al centro della città senza attraversamenti su strada.

«Un sottopasso - ha spiegato in aula il consigliere del Movimento Cinquestelle Marco Rabboni - previsto nella convenzione con tanto di particolari molto dettagliati. C’è scritto chiaramente che entro la durata della convenzione firmata il 20 novembre 2007 con valenza decennale, l’opera doveva essere ultimata. Diversamente il Comune avrebbe potuto procedere autonomamente, con l’obbligo, da parte della società che aveva investito sull’area per il suo recupero, del versamento di un milione e 200mila euro». E il Comune perchè non esercita questo diritto? Questa è senza dubbio la domanda più bella che ha messo in difficoltà l’assessore Giacobazzi: «Se noi fossimo nelle condizioni di danneggiare il comune - spiega il componente della giunta - si configurerebbe un danno erariale a nostro carico, quindi volevo rassicurare il Movimento Cinquestelle che non ci troviamo in questa situazione». L’assessore adduce date di inizio convenzioni “fluttuanti”, ma soprattutto la non intenzione a realizzare direttamente quell’opera: «Ci sarebbe da manutenere un sottopasso da chi ne farebbe un uso improprio, proprio in una zona dove l’attraversamento pedonale - quello di fronte a piazza Dante - funziona. Piuttosto stiamo studiando con Rfi, con lo spostamento dello scalo merci, un’uscita più diretta in quella zona dal momento che la stazione intermodale bus-treni sarà l’intervento più importante del nuovo Psc».

Cambi di programma, quindi, soldi non richiesti che il Comune potrebbe ricevere per quell’opera «proprio da chi - conclude Rabboni - sta ricevendo i soldi per l’affitto del Mata». (d.b.)

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