Vento e pioggia: due alberi su auto e camper
Interventi nelle vie San Faustino ed Oristano. Confagricoltura: «Vissuta un’altra notte da incubo»
Confagricoltura la descrive come “una notte da incubo” soprattutto per chi abita vicino all'argine di Secchia e Naviglio.
E questa volta, più che l’abbondante pioggia, ha potuto il vento. Il picco durante la nottata è stato raggiunto verso l’una e 40, quando le raffiche, come spiega il meteorologo Luca Lombroso, hanno raggiunto il 69 chilometri all’ora. Non è un record, ma il vento , che in prevalenza veniva da ovest ed è stato catalogato come bora, si è comunque fatto sentire causando qualche danno “classico” in città. Ne sanno qualcosa in via San Faustino, dove una pianta si è abbattuta sopra ad una Punto. Stesa situazione si è presentata in via Oristano, danneggiato un camper. Per il resto un cartello stradale che è stato divelto da acqua e vento in zona Ponte Alto, un cassonetto trascinato in mezzo alla strada in via delle Costellazioni, una pianta che è caduta in strada a Baggiovara. oltre ovviamene a rami spezzati che hanno impegnato i vigili del fuoco nelle pulizie di aree verdi e strade.
Per quel che riguarda la pioggia, la precipitazione è stata molto intensa. «In poche ore - spiega l’esperto Luca Lombroso - sono precipitati 34,5 millimetri di pioggia. Se ci fosse stata una bassa temperatura, questa si sarebbe trasformata in trenta centimetri di neve, come accadde anni fa quando all'indomani la città dovette fare i conti con l’improvvisa e spessa imbiancata». Le previsioni purtroppo non sono rosee: brutto tempo soprattutto domani e un po’ anche domenica. Sarà un sabato di forti piogge per l’arrivo di un’altra perturbazione: molto probabile neve in quota, sui 1400 metri.
Tornando a Confagricoltura, l’associazione afferma che «L'allerta meteo resta alta, la pioggia e il forte vento hanno aumentato la tensione nella popolazione, di nuovo alle prese con le paure di due anni fa: «Nonostante i proclami, non è andato tutto bene, - spiega la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi - perché i disagi che hanno vissuto in questi giorni i cittadini della Bassa non possono essere considerati un buon risultato. Ho visitato le aziende: le persone hanno i nervi a fior di pelle, la percezione di sicurezza è ancora bassa e la sensazione è che questo stato di cose non si risolverà a breve».
«Dal rapporto Ispra 2015 si legge che l'Emilia Romagna è tra le sette regioni italiane col 100% dei comuni a rischio idrogeologico. È un dato allarmante, come quello relativo ai giorni necessari per far tornare il Secchia a livelli normali: 5,3. Alla luce di queste considerazioni, mi chiedo quali siano gli ostacoli per dragare il fiume Secchia e risolvere il problema. Mancano i fondi? Politiche sbagliate sul parco fluviale del Secchia?». E conclude: «Ora la priorità è mettere in sicurezza il territorio, operare in fretta per il bene delle persone e della nostra economia. È in gioco la salute delle persone, la continuità delle produzioni, i danni subiti sono stati anche morali e c'è un deprezzamento dei terreni limitrofi i corsi d'acqua. Continueremo a vigilare e, nel caso, valuteremo azioni legali per chiarire le responsabilità». (s.to)
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