Gazzetta di Modena

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Il giudice libera il figlio: non è pericoloso

di Carlo Gregori
Il giudice libera il figlio: non è pericoloso

Il gip convalida l’arresto senza misure cautelari. Ha spinto il genitore dopo che questi lo aveva minacciato con un cavicchio

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SAN CESARIO. Davide Savigni, 36 anni, è libero. Al termine dell’udienza, il giudice delle indagini preliminari Andrea Romito ieri ha deciso di convalidare l’arresto eliminando però ogni misura cautelare nei suoi confronti. Arrivato in tribunale dal carcere di Sant’Anna sul furgone della polizia penitenziaria, difeso dagli avvocati Domenico Ippolito e Luca Brezigar, il sancesarese accusato di omicidio preterintenzionale del padre ha convinto il giudice del fatto che nulla nel suo comportamento può indurre a ritenere che sia pericoloso o possa commettere un altro reato. Inoltre Davide ha ampiamente collaborato alle indagini fin dal primo momento dando lui stesso l’allarme ai carabinieri con una telefonata subito dopo la morte del padre Alberto, 86 anni. Per lui il pm Luca Guerzoni aveva chiesto i domiciliari proprio perché lo ritiene non pericoloso. La vicenda stessa che ha portato all’omicidio, così come emersa dall’interrogatorio-fiume al quale Davide si era sottoposto davanti ai carabinieri (confermato ieri davanti al giudice), mostra la complessità di un caso tragico che non si può liquidare come un’azione violenta cercata o voluta ma di un tragico accadimento frutto di una catena di fatti avvenuti nell’arco di pochi secondi.

Secondo quanto raccontato dal Davide stesso, confermato dale prime indagini, l’altra mattina stava discutendo con il padre Alberto sul trattamento del pereto. Un argomento estremamente tecnico ma che rinviava a forti divergenze sulla conduzione della loro fattoria. La lite è arrivata al culmine quando l’anziano ha alzato un cavicchio di ferro brandendolo contro di lui e dicendogli che gli avrebbe spaccato la testa. «Te la spacco io la testa», ha replicato il figlio esasperato dai toni autoritari. Lo ha girato e, dalle spalle, lo ha afferrato per un braccio e il collo spingendo con forza contro il muro. Dopo aver urtato il muto, il padre è scivolato a terra morto. Cosa è accaduto? Il pm Guerzoni ha disposto immediatamente degli accertamenti sul corpo del padre, mentre il figlio gli raccontava l’accaduto. Una tac ha riscontrato la frattura di due vertebre cervicali. Ma non è detto che sia morto per questo motivo. Per questo è importante l’autopsia in corso all’Istituto di medicina legale. L’esame è condotto dal medico legale della Procura, dottoressa Simona Del Vecchio, affiancata dal consulente della difesa dottor Lorenzo Segre. Le prime indicazioni saranno note forse oggi stesso. Terminata l’autopsia, col benestare del magistrato si potrà organizzare il funerale di Alberto, molto conosciuto a San Cesario. Intanto Davide, che è libero da ieri pomeriggio, è tornato a casa. Sta con i parenti e i suoi avvocati gli hanno imposto il silenzio. Le indagini dei carabinieri continuano con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale.

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