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Il M5S chiede al Comune chiarezza su varianti e edilizia

Il M5S chiede al Comune chiarezza su varianti e edilizia

SERRAMAZZONI. Movimento 5 Stelle a tutto campo a Serra nell'appuntamento annuale in cui si è fatto il punto sull'attività consiliare e le vicende calde del momento. La consigliera Francesca Marzani...

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SERRAMAZZONI. Movimento 5 Stelle a tutto campo a Serra nell'appuntamento annuale in cui si è fatto il punto sull'attività consiliare e le vicende calde del momento. La consigliera Francesca Marzani ha informato i cittadini del cammino fin qui svolto non nascondendo le sue perplessità su diversi ambiti di gestione della macchina comunale, a partire dai “tempi biblici” di accesso agli atti e di attesa delle risposte, rilanciando la questione della segreteria ma anche la necessità di una revisione di uno Statuto comunale giudicato ormai del tutto inadatto, soprattutto per la mancata apertura alla partecipazione popolare tramite referendum. Ma il tema forte è stato quello dell'Urbanistica, alla luce anche di due interrogazioni appena presentate per chiedere qual è l'orientamento dell'amministrazione. Innanzitutto sull'asilo di Riccò, alla luce della sentenza del Tar di gennaio, per cui si chiede di sapere “come il Comune intende muoversi nei confronti della Fondazione Paride Colfi e delle proposte che fino ad oggi sono pervenute dalla stessa" che ha sottolineato come le sia impossibile dare la struttura gratis al Comune vista la necessità di pagare le rate di un mutuo da più di un milione. In complesso, si vuole sapere "quali strategie verranno adottate in base a diversi scenari che potranno presentarsi" per arrivare all'apertura. I 5 Stelle rilanciano anche la necessità di una Commissione urbanistica aperta alla minoranza per favorire il dialogo nella stesura degli strumenti di pianificazione. E su questo fronte si chiede di riferire anche sullo stato dei lavori per la variante al Prg e la stesura dei nuovi Psc e Rue alla luce dell'incarico affidato nel novembre 2013 per 49mila euro alla ditta Oikos di Bologna su 36 mesi di durata contrattuale di cui ormai ne restano solo nove. E poi ovviamente il nodo dello stallo delle pratiche edilizie, con la convinzione che “le criticità debbano essere portate alla pubblica attenzione e che la cittadinanza debba essere informata in tempo reale di quali strategie si intende mettere in campo”.

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