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A Modena la paghetta si arrotonda spacciando tra gli amici

A Modena la paghetta si arrotonda spacciando tra gli amici

Entrare in un giro di venditori di stupefacenti a Modena è una cosa molto semplice si va per conoscenze, si arriva a guadagnare fino a 300 euro in una settimana

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MODENA Se vuoi la droga a Modena la compri facile. Se vuoi la droga a Modena la vendi facile. La figura dello spacciatore inteso in senso classico è lentamente scomparsa, ed è stata prontamente sostituita da uomini e ragazzi che iniziano a spacciare, per poter permettersi qualche lusso in più durante il week-end nel caso dei ragazzi, e poter arrotondare le proprie finanze in quello degli adulti.

Il fenomeno è ben più esteso di quello che si possa immaginare. Le recenti statistiche pubblicate nei giorni scorsi sono alquanto eloquenti: un ragazzo su 4 nell’ultimo hanno ha provato almeno una volta la droga, e un su tre ha fumato droghe leggere almeno una volta nella vita.

Come insegnano le regole dell’economia, se c’è domanda ci deve essere anche l’offerta . Accade così che praticamente in ogni scuola superiore modenese ci sono dei ragazzi che, a richiesta, sono in grado di distribuire - ovviamente dietro pagamento - dosi di stupefacenti. Cannabis in primis, ma procurare altre droghe non sarebbe comunque un problema.

PRIMA CLIENTI. Ma come è possibile che ragazzini tra i 15 e i 18-20 anni riescano a diventare spacciatori?

Gli adolescenti non hanno la minima difficoltà a entrare nel giro, la condizione necessaria e sufficiente per affacciarsi deve però essere quella di fare uso personale almeno di droghe leggere.

Quasi sempre la roba la si compra dai coetanei ed ecco che, una volta ottenuto il contatto affidabile per prendere si è già potenzialmente ad un passo dall'iniziare a vendere. POI SPACCIATORI, Come si passa da acquirente a venditore? Basta chiedere all'amico che già vende, e il gioco è fatto. Una volta nel «giro», si deve partire dal presupposto che l'intera gerarchia di contattati non debba essere nota. Questo per evitare pericoli di essere scoperti e arrestati.

In pratica, il giovane spacciatore non conosce altri nomi della catena di produzione, arrivo e smercio, se non il ragazzo da cui compra la roba per poi rivenderla. Il segreto “vincente “ di autotuela del sistema illegale di vendita sta proprio in questa non conoscenza della cordata di persone di cui si fa parte.

SI PARTE CON 50 EURO. I primi periodi di piccolo spaccio bisogna scegliere tra due modi di fare soldi, molto simili ma allo stesso tempo differenti per modalità di vendita e guadagno. Partendo da una base di una cinquantina di euro il ragazzo che vuole rivendere può decidere se comprare da chi sta sopra di lui cinque/sei grammi di marijuana, oppure dodici grammi di 'fumo', cioè hashish.

I primi sono più difficilmente vendibili visto il prezzo sul mercato però il guadagno è sempre cospicuo, mentre il fumo assicura una modica cifra ma vasta diffusione.

IL GIRO SI ALLARGA. Col passare delle settimane se il lavoro viene fatto nella giusta maniera ci si può anche permettere di andare a credito con i 'capi', quindi farsi dare le quantità di fumo e marijuana da spacciare posticipando il pagamento. E il principiante può crescere di ruolo nella piramide dello spaccio, allargando il giro di affari.

FINO A 300 EURO . Il guadagno dei giovani spacciatori varia da un minimo di cinquanta euro a settimana, incassati quasi tutti il sabato sera, fino a trecento o addirittura quattrocento sempre nell'arco di sette giorni. Volendo, dopo un po' di 'servizi minori' c'è anche la possibilità di iniziare a smerciare sostanze decisamente di un altro spessore quali cocaina, eroina e i cosiddetti 'funghetti allucinogeni', tuttavia risulta ridotto il numero di ragazzi che decide di andare oltre lo spaccio di droghe leggere.

FENOMENO TRASVERSALE. Da un nostro sondaggio risulta che questi “spacciatori in erba” siano diffusi praticamente in tutte le scuole superiori modenesi. Non si tratta soltanto di giovani provenienti da famiglie disagiate, come si potrebbe pensare.

Gli “spaccini” da scuola sono socialmente trasversali: ci sono figli di operai, ma anche di professionisti, tutti uniti dall’obbiettivo comune: fare soldi, senza fatica, per averne il più possibile il sabato sera e nelle serate di svago per permettersi lussi che altrimenti non potrebbero avere. Condizioni di cui sono anche capaci di farsi vanto con gli amici.

Il rischio di essere scoperti e di finire nei guai con la giustizia? Non viene particolarmente considerato.

Nelle scuole superiori di Modena (praticamente nessun istituto tecnico o liceo è esente dal fenomeno) i giovani hanno la possibilità di acquistare da almeno una ventina di coetanei e il numero di venditori è in continuo aumento. Grazie al passa parola dei “soldi facili e senza rischi”. La droga i ragazzi, che siano essi italiani o meno, poveri e non, ce l'hanno e la vendono, sempre più facilmente, sempre più spesso.

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