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«La sicurezza sul lavoro resta un problema»

«La sicurezza sul lavoro resta un problema»

Appalti e cantieri al centro della riflessione: «Le stesse aziende non conoscono la prevenzione»

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«La sicurezza sul lavoro a Modena è ancora un problema». Ne è convinto Alberto Zini, coordinatore didattico dei master di safety management promossi dall'ateneo di Modena e Reggio con la Fondazione Biagi. Tra i temi gli appalti e i cantieri. «Ci sono molti aspetti che si ripetono in modo tragico - ha ripreso Luigi Enrico Golzio, direttore dei due percorsi - non parliamo d'incidenti stranissimi. Le morti nei cantieri sono evitabilissime. Se affidi gli appalti a chi non cura la prevenzione e non selezioni un’azienda in base alla sicurezza avvengono gli episodi. Succede che i lavoratori non siano adeguatamente informati. Di solito, quando c'è un incidente ci sono già stati segnali latenti, cioè mancati incidenti». L’Italia, ha ribadito il direttore, è in ritardo rispetto alla media europea. «Manca una cultura della prevenzione - ha aggiunto Golzio - nell'ambito dell'alta direzione. Le aziende giapponesi arrivano al rischio zero. Se si parte dicendo che il rischio zero è impossibile allora è un altro discorso». Chi pensa che le misure non siano attuate per risparmiare resterà deluso. «Le aziende non conoscono l’economia della prevenzione dei rischi - ha sostenuto il professore - non c’è una contabilità di prevenzione. Alla domanda su cosa sia il 99% non sa rispondere. Il modello di organizzazione per prevenire i rischi è molto discutibile. In Italia le norme sono distinte e i costi amministrativi si duplicano». Punto di vista critico anche sui profili scelti per la sicurezza. Le aziende si accorgono che «c'è una certa convenienza» a evitare problemi di responsabilità amministrative (e relative sanzioni). Tuttavia, «il 100% degli organismi di vigilanza è composto da avvocati - ha asserito Golzio - non c’è un esperto ingegnere. Vige ancora una logica della protezione e non della prevenzione». Aspetti a cui i corsi intendono rispondere con figure professionali. Il primo livello “masterizza” addetti e responsabili del servizio prevenzione e protezione. Nel secondo rientrano anche i “formatori di formatori”. Zini ha garantito un cento per cento di occupazione per i promossi a due anni dai corsi (massimo trenta studenti l'uno). Le lezioni si possono frequentare in presenza e online (sia dal vivo sia “in replica”). Il termine per iscriversi è fissato a venerdì 18, ma potrebbe slittare per la contemporaneità della laurea di un'interessata. «Serve un controllo più rigido per la sicurezza - ha concluso Alessia Consigli, studentessa d'Economia - perché è un problema anche a Modena».

Gabriele Farina

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