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il legale di stefano bargiacchi

Usura, chiesta la revoca dei domiciliari

Stefano Bargiacchi, 43 anni, imputato nell’ambito dell’inchiesta per usura nota come “Operazione don Matteo”, potrebbe presto lasciare gli arresti domiciliari. Il suo legale, avvocato Ruggero Fregni,...

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Stefano Bargiacchi, 43 anni, imputato nell’ambito dell’inchiesta per usura nota come “Operazione don Matteo”, potrebbe presto lasciare gli arresti domiciliari. Il suo legale, avvocato Ruggero Fregni, ha infatti chiesto al Tribunale della Libertà, la richiesta di revoca delle misure cautelari. «Sono ottimista - ha detto il legale - perché la posizione del mio assistito è molto meno grave di quello che potrebbe apparire». La risposta in merito a questa richiesta è attesa nelle prossime ore.

Si tratta di un'operazione contro usura, estorsioni e false fatturazioni, nelle province di Reggio Emilia, Modena e Forlì-Cesena. I Carabinieri di Reggio Emilia, lo ricordiamo, hanno eseguito otto misure cautelari. In manette quindi sono finite otto persone ritenute responsabili a vario titolo, appunto, di usura, estorsione e false fatturazioni. Il provvedimento, chiesto dalla Procura di Reggio Emilia nella persona del pm Giacomo Forte è stato concesso dal Gip ed eseguito dai militari reggiani in collaborazione con i colleghi dell'Arma competenti per territorio. L'attività investigativa, spiega una nota dei Carabinieri, è stata possibile grazie anche alla collaborazione della Fondazione Antiracket San Matteo Apostolo di Bologna.

La banda era arrivata ad usare Tassi di interesse tra il 180% e il 350 per cento applicati su prestiti stimati in oltre un milione di euro, di cui circa 200.000 documentati dall'inizio dell'indagine. L'indagine è nata nel dicembre del 2014 quando un imprenditore taglieggiato, spinto dalla disperazione, si è presentato allo sportello antiracket creato dalla Fondazione San Matteo.

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