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«Fatemi da sponsor», ma li truffa

«Fatemi da sponsor», ma li truffa

Tre locali hanno dato soldi per il torneo di una fantomatica squadra di calcio: ladro denunciato

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La truffa era ben congegnata: non chiedeva grosse somme ai suoi “benefattori” e inoltre quei soldi sarebbero serviti per sostenere una pratica sportiva, anzi, la possibilità di questi giovani di poter continuare a giocare a calcio a buon livello, partecipando a tornei grazie allo sponsor appena trovato da mettere in esclusiva e in bella vista sulle maglie. In cambio dell’offerta, sessanta, cento euro, lui, dirigente di questa fantomatica squadra di calcio, avrebbe messo il nome del bar ristorante su tutte le magliette, affrontando il grande palcoscenico dello stadio Braglia. E inoltre, finita la partita, anzi alla fine di tutte le dieci partite previste dal grande torneo, lui e la squadra sarebbero venuti a cena nel locale. Un affare per tutti e due.

Presentata così è facile che ci si possa cascare. E ne sanno qualcosa alcuni locali (almeno tre a quanto risulta, ma potrebbero essere di più sull’asse San Damaso-Spilamberto) rimasti vittime del fantomatico dirigente sportivo.

Ma i carabinieri, grazie all’aiuto, alle indicazioni fornite da chi era stato truffato, sono riusciti a risalire a questo ladro truffatore e a denunciarlo: si tratta di un romagnolo di trentuno anni, con parecchi precedenti nel settore.

La titolare di un ristorante di Spilamberto racconta: «Questo giovane si era presentato come un dirigente sportivo di una squadra che veniva da fuori, dalla Romagna o da San Marino e ci ha spiegato che i suoi ragazzi , da qui a un mese, avrebbero partecipato ad un torneo a Modena, allo stadio Braglia. Ha fatto tutto un discorso sulle difficoltà in cui versano le piccole società di calcio, sul fatto che gli sponsor sono l’unica ancora di salvezza per poter continuare e poi ha presentato la sua proposta, quella che il nostro locale fosse lo sponsor dei suoi ragazzi e che poi, al termine di ogni gara ed erano dieci, sarebbero tutti venuti a cena da noi. Ha chiesto in cambio 60 euro. Poi, il, giorno dopo, è tornato chiedendone altri 60 per aiutarlo nelle trasferte. Ci aveva lasciato anche un numero di cellulare, a cui risponde una persona del tutto estranea alla vicenda».

Più o meno la stessa trafila a San Damaso, dove il romagnolo finto dirigente ha visitato un bar e anche un bar ristorante. Una costante del modus operandi del truffatore era quella, per rassicurare i suoi sponsor, di rilasciare una ricevuta-fattura d relativa all’importo consegnato.

Fattura- ricevuta risultata ovviamente del tutto fasulla. Nel caso di San Damaso però è stata comunque utile. La titolare del bar ristorante, che aveva “versato” cento euro, per precauzione, infatti si era annotata il numero di targa della vettura del truffatore, il numero era quasi completo. Nella ricevuta il giovane aveva messo un cognome fittizio, mentre il nome è risultato in seguito essere quello vero. I carabinieri, a cui la ristoratrice aveva raccontato la vicenda, hanno infatti indagato e comparato il numero di targa con il gli eventuali proprietari scoprendo quel nome e, soprattutto, una lunga lista di precedenti per truffa. E così il 31enne è stato denunciato. I carabinieri invitano altri “sponsor” a presentarsi in caserma per denunciare la truffa.

Stefano Totaro

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