I profughi tra sterco e cellulari “d’oro” a Serramazzoni
Nell’alloggio della coop che li “gestisce” due “abusivi” e condizioni igieniche spaventose. Sequestrati 20 costosi telefonini
SERRAMAZZONI. Li hanno trovati in otto, stipati in un appartamento dove non c’erano le minime condizioni igieniche, un incubo di disordine e sporcizia. Il blitz dei carabinieri di Serra con il supporto Nucleo Radiomobile di Pavullo è scattato ieri alle 7 in pieno centro, nella palazzina al civico 37 di via Divisione Tridentina.
Da quasi un anno e mezzo alloggiavano nel sottotetto di una palazzina di tre piani i profughi del Gambia ospitati nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, seguiti dalla coop Caleidos nel piano di accoglienza disposto dalla Prefettura.
Dovevano essere sei, ma i carabinieri ne hanno trovati due in più in una visita nata da un’altra operazione tuttora in corso. E, di fronte alle condizioni in cui li hanno scoperti, si è agito prima di tutto sul fronte sanitario. Del quadro è stato subito informato il vicesindaco Simone Gianaroli, che ha poi firmato un’ordinanza di sgombero dopo aver preso parte al sopralluogo congiunto con il maresciallo Massimiliano Mantini e il Servizio Igiene Pubblica dell’Ausl, che ha certificato condizioni assolutamente intollerabili. Gli otto infatti stavano in un locale con solo un piccolo soggiorno con tinello, un bagno e due camere da letto di 16 e 14 metri quadrati. I requisiti strutturali dell’ambiente erano rispettati in termini di superfici, illuminazione, altezze e via dicendo. Ma la metratura non permetteva certo di avere lì otto persone, tanto che l’Ausl, una volta bonificato l’ambiente, ha indicato in quattro unità il limite massimo di persone ospitabili.
Di bonifica si parla perché è stato riscontrato un quadro di degrado impressionante, tra oggetti accatastati alla rinfusa, alimenti per terra, suppellettili e oggetti di vario genere, ma soprattutto una sporcizia tremenda, con tracce di escrementi e scarafaggi che giravano in libertà. Incredibile pensare che lì potessero viverci otto persone.
Nonostante il quadro di più assoluta indigenza, gli occupanti - ed è questo l’elemento che più ha interessato i carabinieri nell’ambito dell'operazione originaria - sono stati trovati in possesso di una ventina tra smartphone e iPhone, per un valore medio di 500 euro l’uno. Elemento parecchio stridente, su cui hanno avuto modo di riferire trascorrendo il resto della giornata in caserma, prima di essere accompagnati in un altro distretto di accoglienza, abbandonando la montagna.
«L’episodio ci ha sorpreso molto - ha sottolineato la presidente di Caleidos Elena Oliva - abbiamo gestito 700 persone in due anni e si tratta del secondo caso critico, dopo quello di Formigine. Queste persone erano visitate dal nostro personale 3-4 volte alla settimana e sono state riprese mille volte sul rispetto delle regole, invano. Ora stiamo attendendo i provvedimenti della Prefettura».
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