Il Festival della poesia di Vignola rischia di saltare
Vignola. Bocciate le richieste di aumentare lo staff. Organizzazione in alto mare. Spunta l’ipotesi di edizioni biennali
VIGNOLA. È a rischio il festival poesia di Terre dei castelli, uno dei principali appuntamenti culturali della nostra provincia e sono molti quelli che in queste ore febbrili stanno lavorando perché l'esperienza non sia abbandonata al suo destino.
A oggi non si sa ancora chi sarà il responsabile della prossima edizione - prevista per la seconda metà di settembre - mentre tra le ipotesi prende sempre più corpo quella di trasformarlo in un evento biennale. Le motivazioni non sarebbero tanto economiche, anche se negli anni c’è stato un dimezzamento delle risorse, quanto organizzative. E il professor Alberto Bertoni – membro del comitato scientifico insieme a Roberto Alperoli, Roberto Galaverni ed Emilio Rentocchini – si dice molto “preoccupato”. Spieghiamo meglio. L'attuale responsabile Alessandra Anderlini che ha diretto il festival, giunto all’undicesima edizione, negli ultimi tempi avrebbe proposto di “strutturare” maggiormente lo staff. In sostanza, racconta chi sta seguendo le vicende, l’organizzatrice avrebbe chiesto di avere due persone fisse tutto l'anno per lavorare al festival. Uno staff che trasformerebbe la manifestazione delle terre dei castelli in una sorta di ”piccolo” festival filosofia anche dal punto di vista organizzativo. Questa proposta sarebbe stata bocciata dai comuni e dalle fondazioni che ci mettono i soldi perché giudicata troppo costosa. Ora si sta cercando una persona che potrebbe occuparsi della organizzazione – Galaverni, critico letterario di stanza a Berlino o l’ex assessore Roberto Alperoli i primi nomi che girano – senza alzare troppo i costi. Oppure appunto si penserebbe a rendere biennale l’evento che ogni anno porta migliaia di persone nelle piazze dei comuni. «Sono molto preoccupato – spiega il modenese Bertoni, docente all'Università di Bologna – perché gli altri anni a marzo avevamo già definito parte del programma. Non credo che la politica voglia assumersi l’onere di eliminare uno degli appuntamenti più importanti della provincia, capace di portare in piazza migliaia di persone. Finora si sono fatte varie ipotesi, tra cui la trasformazione di biennale, anche perché la persona individuata per organizzarlo forse lo potrebbe fare dal 2017. Io lotterò con tutte le mie forze culturali per evitare che il festival salti».
Stefano Luppi
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