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Il Pd si spacca su gender e coppie di fatto

Il Pd si spacca su gender e coppie di fatto

Il consigliere Ghinelli lasciato solo dai compagni di partito che si alzano e abbandonano la seduta

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Finora la maggioranza in consiglio si è divisa su un unico tema: gender e coppie di fatto. Era accaduto quando si parlò di istituire il registro delle Unioni civili, è successo di nuovo l'altra sera, quando un ordine del giorno del Partito democratico, dedicato alla diffusione di volantini fuori dalle scuole, che mettevano in guardia su presunte “lezioni di gender”, è passato con soli due voti di scarto, quelli del presidente del consiglio comunale (Giusppina Matozza) e del sindaco. Hanno votato no anche tre consiglieri del Pd, Ghinelli, Prodi e Venturelli. Ma non c’è stato solo il dissenso nell’alzata di mano, quanto la rappresentazione evidente del disagio in maggioranza su questi temi.

Durante l’intervento di Ghinelli, tutto dedicato alle coppie gay, alla stepchild adoption, all’utero in affitto, la maggior parte del partito si è alzata e ha abbandonato l’aula, manifestando dissenso verso il suo consigliere; e dalla lista civica Pistoni, alleata di governo, Pasquale Del Neso ha definito l’intervento “imbarazzante”.

L’ordine del giorno, proposto da alcuni consiglieri Pd (Catucci, Chersoni e Nadia El Barrami, Bonettini, Zanoli) si limitava a un argomento molto più circoscritto. Tempo fa fuori da alcune scuole sono stati diffusi volantini in cui si mettevano in guardia i genitori su presunte “lezioni gender” incluse nel Patto di corresponsabilità. Il documento chiedeva alla giunta un’attenzione particolare alla diffusione di queste notizie definite fuorvianti e citava le parole del ministro Giannini, arrivata anche a minacciare querele per spegnere questo tipo di voci.

Vista la divisione interna alla maggioranza, è ovvio che le minoranze (che senza le assenze di Liberi, Misia e Nizzoli avrebbero potuto anche arrivare a bocciare l’odg) si siano date da fare nel loro ruolo di opposizione. Silvano Rutigliano dei 5 Stelle ha definito l’odg “fascista, perché vuole andare a colpire chi manifesta legittimo dissenso”. Barbieri di Sassuolo 2020 lo ha definito “grottesco. Del volantino non si sa origine né dove sia stato distribuito, per quel che ne so potreste anche averlo scritto voi”. Per Caselli “ipotizzare denunce per chi dissente su questo tema configura quasi il reato ideologico, che è proprio degli stati autoritari. È un ordine del giorno da regime”. Claudio Corrado ne ha chiesto il ritiro “perché è alla scuola che spetta trovare la via educativa”.

Nel Pd contrari anche Venturelli, che ha rivendicato l’autonomia scolastica, e Prodi secondo cui “l’odg è fatto per dibattere ma credo che i presupposti per avere almeno qualche dubbio sulle teorie gender esistano”. Si è chiuso molto tardi, dopo l'una di notte, come non accadeva da tempo in consiglio. La spaccatura nel Pd è risultata evidente, una riunione di maggioranza domani dovrebbe ricucire. (g.b.)

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