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La Consulta è in allarme: «Sempre meno volontari»

di Valeria Cammarota
La Consulta è in allarme: «Sempre meno volontari»

Il presidente Fontanesi: «Iniziative possibili solo se le associazioni si uniscono» Croce Rossa e Avis restano campioni di iscritti. Appello alle giovani generazioni

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Il numero dei cittadini disposti a fare volontariato è in preoccupante e costante calo. L’allarme viene lanciato dalla Consulta sociale.

«È in corso un cambiamento epocale nel mondo del volontariato e della promozione sociale e questa fase ci porterà in pochi anni a grandi trasformazioni per affrontare al meglio le quali è assolutamente necessario mettere in campo progetti condivisi da più associazioni per avere più forza». Sono le parole con cui Carlo Alberto Fontanesi, presidente della Consulta preposta alle attività umanitarie e socio assistenziali, diritti dei cittadini e degli utenti, dà sfogo a quella che pensa essere la maggiore criticità da affrontare nel corso del nuovo anno.

«Credo occorra studiare una quantità di progetti sempre più condivisi tra molteplici associazioni - afferma Fontanesi - dal momento che le risorse, sia umane che economiche, sono in calo: questo è un invito che propone sempre più pressantemente anche la Fondazione Cassa di Risparmio Carpi nei confronti delle associazioni che presentano progetti e richieste di contributi». Di risorse umane, si parlava: il presidente della Consulta spiega quale sia il nocciolo della questione. «Il mondo del volontariato, dell'impegno sociale e civile è cambiato - spiega - e le generazioni degli anni '50 non vengono sostituite da persone più giovani, se non in parte. Questo vuol dire che il mondo del volontariato e della promozione sociale rischia di esaurirsi. Vero è, però, che stanno cambiando molte cose, anche lo spirito con cui si fanno: probabilmente è solo una mia considerazione personale, ma credo che verso alcuni settori e organizzazioni, ad esempio Croce Rossa, Avis, parrocchie, continuino a riversarsi volontari sempre nuovi, giovani... probabilmente perché in questi si entra immediatamente in un mondo nel quale al volontario viene assegnato da subito un ruolo preciso e quindi è più chiaro l'impegno che va ad assumere, cosa che in altre associazioni avviene probabilmente in modo un po' più laborioso. Si trovano sempre meno volontari nuovi che tutte le sere, tutti i giorni, lavorino in maniera completamente disinteressata, ma non per questo il mondo del volontariato nel suo insieme deve finire: credo debba aggiornarsi, ripensando i motivi di questo momento di crisi e trovando nuove forme per continuare». La Consulta rappresenta circa 50 associazioni di Carpi.

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