«La scuola fa ammalare Datemi 313mila euro»
Mirandola. La dipendente dell’asilo nido chiede un maxi-risarcimento al Comune Coinvolto anche il medico dell’Ausl. La giunta incarica un avvocato per difendersi
MIRANDOLA. Lei, dipendente comunale, scopre di essere ammalata e imputa la causa all’attività lavorativa che in passato aveva prestato all’asilo nido “Il paese dei balocchi”. Decide allora di rivolgersi ad un giudice del lavoro per chiedere un risarcimento adeguato alla malattia professionale e a metà aprile sarà presa una decisione. Ma al di là della discussione, che resta di fatto legata ad una sfera privata quale può essere la salute di una persona, ciò che maggiormente impressiona è il danno quantificato dalla donna. Perché, tra danno fisico e non patrimoniale, si parla di poco più di 313mila euro. Un importo che ha allertato l’amministrazione comunale, corsa ai ripari dando un incarico difensivo ad uno degli avvocati giuslavoristi di Modena più conosciuti, Gigliola Iotti. Sarà il legale, a fronte del pagamento di quasi 11mila euro, a rappresentare il Comune nella causa, descritta come complessa.
In effetti nella vertenza non c’è soltanto l’antagonismo tra l’ex dipendente comunale e il Comune di Mirandola. In gioco, infatti, entra anche un noto medico della Bassa, per anni impiegato alla Medicina del Lavoro e ora occupato in una clinica privata. Lui, secondo la donna, sarebbe corresponsabile nella sottovalutazione dei segnali precedenti alla malattia lavorativa, che le è stata riscontrata o che sostiene di avere dopo il servizio prestato all’asilo nido.
In vicende del genere conviene usare tutte le delicatezze del caso anche perché la stessa giunta comunale ammette di trovarsi di fronte ad un procedimento “complesso”. «Il risarcimento richiesto ammonta a 313mila 205 euro - spiega la squadra guidata dal sindaco Maino Benatti, che ha votato per l’oneroso incarico all’avvocato Iotti - La causa si presenta particolarmente complessa per i delicati accertamenti legati alla presunta malattia professionale e che risulta, inoltre, chiamato in causa anche il medico competente, configurandosi così una dinamica processuale assai articolata e non di semplice soluzione».
Il Comune è però certo di avere ragione, anche se ha dato massima libertà operativa all’avvocato Iotti. Il sindaco parla infatti di “convinzione dell’operato di questa amministrazione”, ma intanto il legale potrà agire “con ogni e più ampia facoltà, compresa quella di impugnare, incassare, transigere e conciliare” ed eventualmente appellarsi ad una decisione che potrebbe, almeno in primo grado, non essere favorevole all’amministrazione-Benatti.
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