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Ma Formigine si schiera con lui

Ma Formigine si schiera con lui

«Assurdo accusarlo, ha semplicemente difeso la sua famiglia e la sua attività»

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FORMIGINE. L'accusa di tentato omicidio non è stata un fulmine a ciel sereno per Giuliano Barbieri. Il negoziante, che nel novembre 2009 sparò e ferì il ladro durante una spaccata notturna, sapeva che avrebbe dovuto affrontarla. Ma per certe situazioni non si è mai preparati per davvero. L’attività, ora, è nelle mani del figlio, anche se Giuliano non ha mai abbandonato del tutto quel lavoro a cui ha dedicato una vita intera.

Anche ieri, all'indomani dell’udienza preliminare davanti al gip dottor Romito, seppur provato dalla vicenda giudiziaria, ha trascorso qualche minuto nel suo negozio, che non è più nella stessa sede in cui avvenne la spaccata. Ora si trova in pieno centro, a due passi dal Castello, e le misure di sicurezza sono state rafforzate rispetto a quelle del vecchio locale in cui Nenad Ljumovic si introdusse di notte con altri due uomini nel 2009. Quel negozio era proprio sotto l'appartamento in cui Giuliano viveva con la moglie e nel corso degli anni aveva subito più di dieci furti simili. Esasperato dai continui attacchi, nonché preoccupato per l’incolumità sua e, soprattutto, della moglie, Barbieri quella notte sparò 8 colpi di pistola: prima due in aria, poi contro la ruota dell’auto dei banditi, poi due contro la sua stessa vetrina e, infine, contro Nenad Ljumovic. Ma sugli ultimi spari le versioni dei due divergono. Il gip ha disposto il supplemento di indagini che possa stabilire le dinamiche di quei momenti.

Nel frattempo, però, Formigine ha già deciso da che parte schierarsi. La reazione della stragrande maggioranza dei commercianti del centro è un coro unanime: «È assurdo. Giuliano Barbieri è una persona straordinaria, che ha semplicemente difeso se stesso, la sua famiglia e la sua attività».

E pure sui social network, in particolare nelle pagine Facebook che trattano di vicende formiginesi, gli utenti sono al suo fianco, tanto che è stato lanciato un hashtag (#iostoconbarbieri) per esprimere la propria solidarietà verso Barbieri, che rischia una condanna minima di 7 anni.

Giovanni Balugani

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