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«Non abbiamo deciso noi l’imputazione»

«Non abbiamo deciso noi l’imputazione»

Formigine. Il commerciante accusato di tentato omicidio. L’avvocato del ladro parte civile: «Cacciato dall’Italia sei anni fa»

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FORMIGINE. Nenad Ljumovic è stato rimandato in Montenegro dal giudice sei anni fa, subito dopo aver patteggiato un anno e 4 mesi di reclusione per la rapina fallita nel negozio di Giuliano Barbieri, il negoziante che gli sparò e che ora è imputato di tentato omicidio. Il provvedimento di espulsione è stato adottato in alternativa ad altre sanzioni limitative della libertà in Italia.

Lo precisa Nicoletta Tietto, l’avvocato di fiducia del ladro Montenegrino che con almeno altri due complici aveva tentato quello che per il negoziante formiginese era peraltro il quattordicesimo assalto.

Tietto si è costituita parte civile per conto di Nenad all’udienza preliminare che si è celebrata venerdì in tribunale a Modena, sei anni e passa dopo quella sconcertante notte a Formigine.

«Vorrei precisare che in quella occasione ero stata nominata avvocato d’ufficio per assistere il Ljumovic, che era piantonato in ospedale dopo l’arresto. L’ho seguito durante l’interrogatorio, nel quale fornì la sua versione dei fatti sull’accaduto. Mi diede l’incarico di avvocato di fiducia e mi incaricò di rappresentarlo se e qualora ci fossero stati sviluppi giudiziari nei quali fosse stato considerato vittima».

Ieri il legale è stata investita nella rete di critiche anche inutilmente offensive per questo suo ruolo.

«Da allora non l’ho più visto, come ho spiegato al giudice e al difensore di Barbieri, avvocato Aimi. Ma mi ritrovo in mano un incarico che come legale non posso banalmente ignorare. E vorrei chiarire che non sono stata io o il mio cliente a chiedere l’imputazione di Barbieri. Ci sono state una perizia balistica e interrogatori gestiti dalla Procura della Repubblica, all’esito dei quali è stata ritenuta credibile di più la versione dei fatti del Nenan, con conseguente richiesta di rinvio a giudizio da parte del magistrato che ha indagato».

L’avvocato Tietto spiega cosa raccontò Nenan: «Disse che alla vista del negoziante stava fuggendo e che venne colpito da colpi d’arma da fuoco. Ricordo che aveva il volto distrutto, per un colpo alla mandibola che gliel’ha frantumata. Gli venne ricostruita, ma faceva fatica anche a mangiare. È possibile secondo la ricostruzione balistica che lo stesso proiettile, e non un altro, gli abbia anche perforato il polmone, sfiorando il cuore. Ha anche avuto l’amputazione del dito, ma vorrei chiarire che non abbiamo quantificato alcuna richiesta di danni». Ora come noto sono state disposte nuove indagini, per verificare se Nenan era davanti a Barbieri e lo stava affrontando o invece fosse di spalle, in fuga. Si disse anche all’epoca che era armato di un coltello. «È stato trovato un pezzo di coltello in un’aiuola vicina, ma non è stato riferito al Nenan - precisa l’avvocato - Aggiungo infine che risultava incensurato e senza alcuna traccia di precedenti di polizia in Italia. Direi che quello che ha fatto, un tentato furto, gli è costato conseguenze importanti, tra condanna e lesioni molto gravi».

Alberto Setti

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