Modena, Ronchetti vende l’ultima ferramenta del centro storico
Antonio: «Lavoro da 50 anni, ora mi godo la pensione La sicurezza resta un problema ma il sindaco lavora bene»
«È ora di dedicarsi alla pensione». Antonio Ronchetti guarda il cartello “cedesi attività” attaccato nelle vetrinette verticali del suo negozio di corso Canalchiaro, la Ferramenta Ronchetti. È l'unica ferramenta rimasta in centro storico. I cartelli sono ben visibili tra le scansie lasciate vuote e attirano lo sguardo della folla che passa il sabato mattina diretta in centro. Accanto, si trova il cartello verde di “Bottega storica”.
Antonio e il fratello Alberto contano di cedere la loro attività entro la fine dell'anno. «Abbiamo detto basta. Speriamo di trovare un acquirente che mandi avanti tutto. Sarebbe un dispiacere enorme se ci trovassimo a svendere tutto e ridare il negozio al proprietario per far aprire qualcosa che non è più una ferramenta. Qui esiste una ferramenta dal 1910. Mio padre, che era stato garzone alla Ferramenta Bortolamasi, la acquisto nel 1947, se ricordo bene. Sono settant’anni che la mia famiglia lavora qui. Io da quasi cinquanta, mio fratello Alberto da qualche anno di più».
Nella zona di San Francesco tutti conoscono Antonio Ronchetti: è un commerciante attivo, sempre presente per le iniziative che vogliono migliorare la zona, attento al problema sicurezza. La ferramenta è un punto di ritrovo per il quartiere, per chi vuole scambiare informazioni e opinioni e per i “bragheri”. Antonio si siede sulla panchina di fronte all'ingresso. E adesso, cosa farà in pensione? «Coltiverò le mie passioni. Sono anche iscritto a un club di auto, faccio parte dell'Associazione nazionale del carabinieri (anche se non lo sono stato). Andrò per sei mesi a Tenerife e per sei mesi tornerò a Modena. In centro storico verrò sempre perché qui resta il mio cuore».
E il centro, come lo lascia? «Mi pare bene. Il problema della sicurezza resta quello maggiore, va a periodi. Da volontario della Anc, visto che facciamo sorveglianza di volontariato con la Municipale, posso dire che la gente ha sicuramente bisogno di vedere le divise. Lo chiedono perché questo dà sicurezza: se c'è un’emergenza, possono chiamare qualcuno che arriva subito. Il questo senso devo dire che, nonostante le critiche che posso avergli fatto su alcuni aspetti, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha fatto davvero la sua parte. Lavora bene».
E i negozi? Il centro può essere davvero una grande vetrina? «Il negozio non sparirà mai perché internet per ora è comodo ma dà tante fregature. E quando la fregatura la prendi su internet non sai a chi rivolgerti, mentre in negozio la merce la cambi. I negozi del centro sono più di un centro commerciale. Lo dico perché da nessuna parte si trova la varietà di merci e la differenza di qualità. Questo aspetto va valorizzato, secondo me. Internet si svilupperà, come i centri commerciali, ma il centro resterà sempre».
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