A Carpi auto pirata sperona Marzia Luppi: «Fatto gravissimo»
Percorreva via Roosevelt in bicicletta ed è stata urtata «Sto bene, ma chi mi ha investito doveva fermarsi»
CARPI. Travolta in bicicletta da un pirata della strada che l’ha fatta cadere dal mezzo e le ha provocato ferite in una delle strade più trafficate di Carpi. Vittima suo malgrado di questo episodio odioso avvenuto nei giorni scorsi è Marzia Luppi, personaggio noto in città e non solo per il suo ruolo di direttrice della Fondazione Fossoli, un ente molto apprezzato a livello nazionale per la capacità di mantenere viva la Memoria in tutte le sue molteplici sfaccettature. Un ente sul quale si accendono i riflettori in più momenti dell’anno, anche per la data imminente in cui partirà il treno per Auschwitz, convoglio che porta gli studenti a visitare i luoghi delle atrocità consumate durante la guerra.
Marzia Luppi, venerdì pomeriggio, si trovava in sella alla sua bicicletta e stava percorrendo via Roosevelt. A un certo punto Marzia si è spostata leggermente dalla pista ciclopedonale, in quanto occupata da alcuni pedoni che non lasciavano sufficiente spazio al passaggio della bicicletta.
«Non c’era sufficiente spazio per attraversare la pista e così mi sono spostata rimanendo a lato - racconta Marzia - improvvisamente un’automobile si è spostata un po’ troppo sulla destra e mi è venuta addosso, urtandomi. Io sono caduta e ho riportato graffi e diverse contusioni. Fortunatamente non si è trattato di nulla di grave: sono ferite guaribili, ma di certo non è stata una passeggiata risollevarsi dall’incidente. Alcune persone che lavorano nei palazzi vicini al luogo dell’incidente mi hanno soccorsa subito. Sono andata in farmacia dove mi hanno assistito e grazie a questo primo intervento sanitario non ho avuto necessità di farmi medicare al pronto soccorso. L’automobilista che mi ha urtata non si è fermato e non ritengo plausibile che non possa essersi accorto di quanto fosse successo - prosegue Marzia senza perdere l’aplomb che abitualmente la contraddistingue - e, per questo, posso dire di quanto sia spiacevole sperimentare sulla propria pelle questo comportamento scorretto e di inciviltà. Gli incidenti possono capitare, ma non fermarsi è un fatto ancora più grave. Io, dell’auto, ricordo solo che era una macchina bianca che mi ha sospinta sul bordo della strada».
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