Alla riscoperta di Bontempelli
La casa editrice Incontri pubblica lo scrittore che vinse lo Strega
La casa editrice Incontri di Sassuolo riporta in libreria “L’amante fedele” il libro di Massimo Bontempelli (1878-1960), uno degli scrittori più importanti e originali del Novecento italiano che nel 1953 vinse il Premio Strega.
L'introduzione è stata scritta da Patricia Gaborik, drammaturga e storica del teatro e attenta studiosa dello scrittore. “L’amante fedele” è forse l’opera che meglio rappresenta un autore il cui talento poliedrico ha attraversato i più importanti movimenti culturali e artistici della prima metà del secolo: il coronamento della narrativa di Bontempelli, per la presenza costante di alcuni elementi cardine della sua poetica, dalla centralità del mito allo spirito di avventura che guida i suoi personaggi, alla predilezione per i protagonisti femminili.
Nel libro quindici racconti, diversi nelle ambientazioni e nelle atmosfere. Lo stesso scrittore coniò, per descrivere la propria idea di letteratura, la definizione “realismo magico”, in seguito applicata ad autori come Borges e Rushdie. Per Bontempelli l’arte del Novecento doveva essere in grado di esprimere l’”avventuroso miracolo” della vita quotidiana, in una visione in cui erano centrali i concetti di immaginazione, ironia e candore.
Se, come scrisse Bontempelli, il mistero è “la sola realtà”, attraverso uno sguardo candido, non filtrato da intellettualismi o convenzioni sociali, era possibile pervenire a una comprensione istintiva del mondo, in piena sintonia con la natura.
E candidi sono, per gran parte, i protagonisti di questi racconti. (al.sci.)
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