Gazzetta di Modena

Modena

«Così sono andato a vivere alla.... fine del mondo»

di Stefano Luppi
«Così sono andato a vivere alla.... fine del mondo»

La storia del modenese Claudio Cavallotti, “cervello” emigrato in Argentina e oggi insegnante di italiano a Ushuaia, la città nella punta della Patagonia

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Dalla campagna modenese - Migliarina di Carpi - alla Terra del fuoco in Argentina, a tremila chilometri da Buenos Aires e chissà quanti dall'Italia. Per insegnare l'italiano.

Claudio Cavallotti, 36 anni, modenese, da ormai dodici anni vive in questo luogo spettacolare ai confini del mondo, nella punta della Patagonia: ci si è trasferito, da solo, dopo avere forse cavalcato il sogno di fare il calciatore professionista con provini nelle squadre di calcio del Modena, Milan e Parma.

Ma la sua nuova vita era dietro l'angolo, tanto che quaggiù Claudio ha trovato prima l'amore - è sposato con Victoria, ex allieva e ha due bimbi, Lucia e Julia - e anche una professione sicura. Cavallotti, infatti, insegna letteratura italiana a Ushaia, deliziosa cittadina circondata da straordinarie montagne su cui cade neve che può raggiungere i quattro metri d'altezza ed è prossima al Canale di Beagle, anticamera del Polo Sud.

«Dopo la laurea in letteratura - ha spiegato Claudio - mi resi subito conto che sarebbe stato complicatissimo trovare un lavoro in Italia, nel mio Paese. Mi venne in aiuto il caso quando vidi un annuncio della Società italiana di Ushuaia che richiedeva un professore di italiano. Pensai fosse il mio caso e mi trasferii qui da solo anche se il bando prevedeva la possibilità di portare qualcuno per ambientarsi».

Non a caso l'offerta era per due persone: siamo infatti in un territorio bellissimo, ma ai confini del mondo, con inverni nevosi ed estati con un sole talmente forte da essere quasi deleterio per la pelle. «I primi mesi - continua Claudio - non furono certo facili, perché dovevo ambientarmi soprattutto al clima rigido, al buio dell'inverno e alla diffidenza della popolazione locale». Poi l'incontro con la futura moglie ha dato il “là” alla nuova vita, compreso il calcio visto che qui Cavallotti è diventato una stella da questo punto di vista: «Oggi sono orgoglioso di quello che faccio qui, tanti sono interessati all'Italia. Non gioco più a calcio, a causa delle ginocchia, nella squadra locale “Los Cuervos de la fin del Mundo”, ma il calcio mi ha portato a integrarmi nel territorio anche se oggi insegnare è un'esperienza totalizzante. Quanto accade nelle scuole in Italia è assolutamente diverso da quel che accade qui dove i prof organizzano anche corsi di cinema, musica, arte. I ragazzi e i docenti passano tantissime ore insieme e per loro sei un vero e proprio punto di riferimento».

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