«Profughi di Serra indegni dell’accoglienza: non possiamo assisterli»
La coop Caleidos dopo la scoperta di condizioni inaccettabili nell’alloggio assegnato a sei profughi. Intanto sono partite bonifica e indagini
SERRAMAZZONI. La coop Caleidos ha chiesto - e ottenuto - l'allontanamento dal progetto di accoglienza per i sei profughi provenienti dal Gambia che fino a sabato mattina alloggiavano nella palazzina al civico 37 di via Divisione Tridentina, in pieno centro a Serra.
Dove in seguito a un sopralluogo congiunto di carabinieri, Ausl e Comune sono state riscontrate condizioni igienico-sanitarie intollerabili che hanno condotto allo sgombero con ordinanza urgente.
Oltre alla grave situazione di degrado e di diffusa sporcizia giudicata di pregiudizio per la salute pubblica, è stata riscontrata la presenza di due abusivi in più, nonché di una ventina tra smartphone e iPhone, per un valore di quasi 20mila euro, su cui stanno indagando i militari. Trasgressione del patto di accoglienza su più livelli, dunque, al punto da portare la Caleidos a chiedere alla Prefettura l’emissione di un’ordinanza che autorizzi a sciogliere ogni rapporto assistenziale disponendo il loro trasloco in altro luogo d’Italia, visto che si tratta di persone comunque in possesso di regolare permesso di soggiorno.
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Da parte sua, la coop tiene a ribadire che «gli ospiti autorizzati a stare nella struttura erano sei, i restanti due trovati sono persone a noi sconosciute», ricordando che «i beneficiari all’ingresso nel progetto sottoscrivono un regolamento che vieta di ospitare terzi».
La sistemazione di per sé è ritenuta del tutto idonea, perché la coop, a cui la Prefettura ha demandato in toto l’assistenza ai profughi nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, «è tenuta nei canoni di accoglienza a rispettare quanto previsto dalle linee guida ministeriali previste per lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e tali linee guida prevedono sei persone ogni bagno, condizione rispettata nell'alloggio di Serramazzoni».
L’attività messa in campo sia qui che negli altri luoghi della provincia dove sono alloggiati i profughi «è un progetto di alta autonomia, che prevede responsabilità soggettive dei beneficiari nella gestione e cura degli spazi. Il nostro personale - precisa Caleidos - effettua monitoraggi regolari e sanziona gli inadempienti».
Ed è quello che è successo a Serra, visto che il personale ripetutamente aveva invitato i sei a correggere la propria condotta, invano. Intanto nell’alloggio, che dal punto di vista strutturale ha tutti i requisiti, sono iniziate le operazioni di bonifica che nell’arco di un paio di giorni dovrebbero renderlo di nuovo utilizzabile.
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