Ospedale, una nuova tac da 1,3 milioni
Il direttore Zanaroli: «Un investimento che fa aumentare la qualità del servizio. È a disposizione dell’intera provincia»
L’ospedale di Sassuolo si è dotato di un nuovo tomografo a risonanza magnetica (RM) di ultima generazione che consentirà grandi miglioramenti sia nella quantità che nel numero degli esami.
È costato 1 milione e 300mila euro, interamente autofinanziati dall'ospedale che, va ricordato, rappresenta una delle rarissime esperienze di gestione pubblico-privata della sanità nazionale, l’unica sulla quale si continua a puntare con convinzione dalle nostre parti.
Il 51 per cento è infatti pubblico, il 49 per cento fa capo alla società Atrikè, composta per il 45 per cento da Coop estense, 45 da Bper, il 5 per cento da una finanziaria e il 5 per cento da Piero Ferrari.
L’efficienza del privato con il controllo del pubblico permette operazioni come questa: 850mila euro di costo dell’impianto, 250mila solo per installarlo nell’ospedale, con una mega-operazione svolta in soli 63 giorni, che ha contemplato l’abbattimento del muro esterno dell’edificio, la rimozione dell’impianto vecchio e l’installazione di quello nuovo: 120 metri quadrati di spazio completamente ristrutturati, 30 tonnellate di attrezzature movimentate, 321 giorni dalla pubblicazione del bando all’inaugurazione.
E così la Risonanza, come annunciao nei giorni scorsi, è già in funzione presso la Radiodiagnostica dell’Ospedale di Sassuolo,
«L’innovativa strumentazione - spiega Bruno Zanaroli, Direttore generale dell’Ospedale di Sassuolo Spa - sarà a disposizione dell’intera provincia di Modena e, in modo particolare, dell’area sud per la quale Sassuolo è ospedale di riferimento. Grazie a questo investimento la nostra struttura è in grado di potenziare la propria attività diagnostica, ampliando la gamma di prestazioni erogate e ottimizzando al contempo la qualità».
Tra le particolarità della nuova Rm, c’è anche la possibilità - per il paziente - di eseguire la maggior parte degli esami mantenendo solo il corpo, e non anche la testa, all’interno del magnete.
L’apparecchiatura, inoltre, è ancora più ergonomica e confortevole: il “tunnel” in cui il paziente giace durante l’esame è di ampie dimensioni (70 cm), e riduce così il potenziale senso di claustrofobia.
La macchina ha una capacità di carico fino a 250 chilogrammi e permette la digitalizzazione del segnale, generando immagini di alto livello in tempi molto brevi, un parametro fondamentale per eseguire esami dinamici soprattutto in ambito cardiologico e vascolare.
In Emilia Romagna l’innovativa attrezzatura è disponibile soltanto in pochi altri istituti. La dotazione tecnologica della nuova Rm sassolese permette applicazioni in ambito neurologico, ortopedico, angiografico, “body”, senologico, oncologico, cardiaco e pediatrico.
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