Gazzetta di Modena

Modena

S.Agostino, il progetto degli Amici

L’associazione annuncia il piano per il recupero contrario al trasloco dell’Estense

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L'associazione Amici di Sant’Agostino nei prossimi giorni presenterà le sue proposte per il futuro del complesso Sant’Agostino per il cui restauro, com’è noto, recentemente il Tar ha “imposto” una variante al piano regolatore che Comune e Fondazione Cassa di Risparmio hanno già annunciato.

Gli Amici spiegano le criticità del Sant’Agostino spiegando che «per il recupero si investe in muri e non in contenuti perché il progetto è caratterizzato da un eccesso di strutture strumentali e non in attività, senza interrogarsi a fondo sulla potenzialità di un investimento di tale portata per rigenerare la città».

Sul tema della riqualificazione dell'ex ospedale si va avanti dal 2007, da quando l'allora vicepremier Francesco Rutelli venne a Modena a firmare un protocollo d'intesa tra Stato, Comune e Fondazione per spostare nello stabile del '700 le biblioteche Estense e Poletti, il centro dell'immagine e altre attività culturali e commerciali.

Ma parte della città da anni si oppone al trasferimento dell’Estense e alcuni mesi fa il Tar ha detto stop al progetto. Ora gli Amici spiegheranno in un prossimo documento le loro proposte. Questi i punti salienti della proposta: «Una visione organica del progetto capace di offrire opportunità alle giovani generazioni, favorire l’educazione permanente e la crescita sociale, promuovere l’attrattività della città connessa all’innovazione sociale e tecnologica».

«Riorganizzazione degli spazi attorno al progetto del polo del visuale che richiede la presenza di istituti culturali con diversa specializzazione e servizi che consentano di sviluppare potenzialità di ricerca, didattiche, formative, educative.Ne discende - concludono - l’impossibilità del trasferimento della Biblioteca Estense a causa dei costi elevati e dell’incompatibilità degli spazi. Creazione di laboratori per l'impiego delle nuove tecnologie e lo sviluppo di applicazioni anche orientate verso la produzione culturale e l’uso creativo. Necessità di una struttura di governance del progetto di emanazione del Comune».

Stefano Luppi

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