Scuola: “La classe che vorrei” si presenta
Oggi è il giorno de “La classe che vorrei”. Alle 18 alla media Marconi si terrà infatti la presentazione del progetto triennale di nuovi tipi di insegnamento. «Scopo della didattica è rendere gli...
Oggi è il giorno de “La classe che vorrei”. Alle 18 alla media Marconi si terrà infatti la presentazione del progetto triennale di nuovi tipi di insegnamento. «Scopo della didattica è rendere gli studenti partecipi del discorso», così si era concluso lo scorso anno scolastico alle Marconi e da qui è ripartito il lavoro a settembre. Il “discorso” è quello intorno all'innovazione didattica sollecitata dalle Indicazioni Nazionali, così come dagli obiettivi europei, per fronteggiare la dispersione scolastica. Formazione e sperimentazione, dunque. “La classe che vorrei”, della quale questa sera si presentano alle famiglie i progetti di fattibilità e le prime realizzazioni, rappresenta il percorso di sperimentazione triennale che ha coinvolto tutte le otto classi prime delle Marconi. La scuola che sviluppa le competenze diventa quella che prende le mosse da sogni e desideri dei ragazzi che si sono fatti strada, anche con la dovuta sfrontatezza propria delle giovani menti: portare i propri animali a scuola, avere un acquario in classe, fare lezione all'aperto, personalizzare il proprio banco o la propria aula, realizzare murales sulle pareti interne dell'edificio scolastico. Nel frattempo gli insegnanti si sono aggiornati sulle ultime novità didattiche cercando di capire se erano applicabili. Anche la dirigente scolastica Christine Cavallari ha investito risorse nella ristrutturazione degli ambienti con arredi più adatti all'apprendimento cooperativo, ormai pratica consolidata dagli insegnanti delle Marconi, e alla decostruzione della classe in gruppi di apprendimento ai quali «l'insegnante può essere più vicino per sostenere in modo mirato il processo di apprendimento». E così anche le aule si sono scomposte: gruppi di lavoro nei corridoi, nell'atrio, in biblioteca. Un esperimento in corso d’opera.
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