Andavamo a La Francescana... Ma Bottura non c’era ancora
CLAUDIO SILINGARDI. 1)Baracchina di fianco alla stazione delle corriere. Il mio incontro con Modena a 18 anni, i primi amici negli anni del “movimento”, alcuni lo sono ancora oggi. Quante discussioni...
CLAUDIO SILINGARDI. 1)Baracchina di fianco alla stazione delle corriere. Il mio incontro con Modena a 18 anni, i primi amici negli anni del “movimento”, alcuni lo sono ancora oggi. Quante discussioni sul senso della vita… peccato non ci sia più.
2)Rua Muro. Il luogo del mio impegno politico, nella minuscola sede della federazione anarchica; addetto, lo dico con orgoglio, al funzionamento del ciclostile e alla realizzazione dei volantini e giornaletti di propaganda, che adesso conservo nell'archivio dell'Istituto storico.
3)La Francescana (prima di Bottura), dove dopo aver tentato di fare la rivoluzione, si andava a mangiare e bere qualcosa, e si progettava la rivoluzione per il giorno dopo… Ma si andava anche all'osteria Santa Chiara, o alla Ruggera.
4)Sacrario della Ghirlandina. Il luogo della mia identità antifascista. Quando passo davanti alle immagini dei modenesi caduti durante la Resistenza non posso fare a meno di chiedermi se facciamo abbastanza per onorare la loro memoria, non con le celebrazioni ma con l'impegno quotidiano.
5)I cortili. Lì ho sentito per la prima volta suonare i Modena City Ramblers, che poi sono diventati miei grandi amici. Con Lucio Gaetani ancora adesso facciamo spettacoli in giro per l'Italia.
6)Ponte alto. La festa dell'unità, che io scrivo in minuscolo perché non è la festa di un giornale o di un partito, ma di una intera collettività. Ci trovi tutti, un mese all'anno. E quella di Modena è speciale, così non la fanno da nessuna altra parte.
7)Libreria Rinascita (ora Feltrinelli) in Cesare Battisti, quando chi voleva cambiare il mondo, o anche solo migliorarlo, doveva studiare, e tanto. E comprava i libri a rate.
8)Ex fonderie riunite. Uno dei luoghi più importanti anche sul piano personale, perché anche i miei genitori vissero in prima persona quel maledetto 9 gennaio 1950. Un vero peccato che Modena non riesca a recuperare questo spazio così simbolico.
9)Palazzo rosso della Cgil.
Per chi cerca di raccontare la storia partendo dal basso, simboleggia più di cento anni di lotte e di impegno per i diritti dei lavoratori; lotte che hanno cambiato lo stesso volto fisico del territorio.
10)Piazza Grande (di notte), perché attraversarla nel silenzio senti cosa significa essere parte di una comunità, avere delle radici, avere una identità. Ogni tanto lo faccio, è tutta salute.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

