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A Modena precari della scuola ancora senza stipendio

A Modena precari della scuola ancora senza stipendio

I pagamenti ritardano da mesi La storia di una insegnante che viene dal Sud, abita a Modena, spende oltre 500 euro di affitto e tutte le mattine va nella Bassa per fare lezione.

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MODENA Viene da una regione del Sud, abita a Modena, spende oltre 500 euro di affitto e tutte le mattine si trasferisce nella Bassa per insegnare. A dicembre ha incassato l’ultimo stipendio: 1290 euro. Da due mesi non ci sono bonifici sul suo conto corrente e allora deve ringraziare la famiglia, che ancora gli permette di inseguire il sogno di lavorare a scuola. La mamma gli manda soldi, che servono alla sussistenza, non certo ad una vita dignitosa. Ma la storia di questo insegnante è uguale a quella di migliaia di docenti precari che in tutta Italia vivono una situazione pressoché assurda. Lavorano regolarmente per lo Stato, ma hanno contratti a termine e al contrario di tutti i colleghi - statali - non percepiscono uno stipendio con cadenza puntuale.

LE DIFFICOLTA' All’orizzonte - forse - si intravede una soluzione: il sito del Nopia, che per conto del Governo gestisce i pagamenti della pubblica amministrazione, ha annunciato uno stanziamento per metà marzo. Magari servirà a saldare le competenze arretrate, ma intanto c’è qualcuno dei precari della scuola che non ce la fa più. Non si contano le richieste di aiuto ai sindacati, ormai subissati di domande di intervento come del resto è ormai giunta a conclusione la pazienza tant’è che alcuni docenti si sono già rivolti agli avvocati per sollecitare i pagamenti. Ma poi vivono con la paura di una ritorsione dal momento che alcuni di loro hanno i contratti in scadenza e l’incubo di un mancato rinnovo è dietro l’angolo.

LE PROTESTE Ecco allora che si fa buon viso a cattivo gioco: si evitano gli scioperi, mentre si pensa al licenziamento volontario per “giusta causa” o magari ad una mobilitazione, che parte dal basso come possono essere gli sfoghi sul web. Ne sono la riprova alcuni gruppi cresciuti a dismisura su facebook, dove i precari modenesi si confrontano quotidianamente, si sfogano e trovano la solidarietà di chi è messo come loro o forse peggio di loro. Perché se a qualcuno mancano “solo” due mensilità c’è chi ancora attende da ottobre. E un responsabile non c’è visto che lo scaricabarile tra vari enti è il modo migliore per non dare risposte certe e ufficiali. (fd)

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