Ricattò gli ex titolari con un dvd: condannato
Se si trattava di un tentativo maldestro per farsi riassumere dalla ditta che lo aveva licenziato, è finita male: l’operaio è stato condannato a un anno e quattro mesi di carcere. Più di quanto aveva...
Se si trattava di un tentativo maldestro per farsi riassumere dalla ditta che lo aveva licenziato, è finita male: l’operaio è stato condannato a un anno e quattro mesi di carcere. Più di quanto aveva chiesto l’accusa: al pm Marco Imperato bastavano otto mesi.
Ieri imputato al processo con rito abbreviato era un vignolese 45enne che lavorava per una azienda alimentare di Modena città. Un sindacalista di base piuttosto intemperante, al punto che l’azienda ha avuto modo di licenziarlo con giusta causa. Secondo quanto ricostruito in sede di indagini, poche settimane dopo essere lasciato a casa, si è presentato in ditta chiedendo un incontro con i titolari. Quando l’hanno fatto entrare nella stanza della direzione ha spiegato che aveva da far vedere un dvd. Lo ha consegnato al direttore invitandolo a guardare: secondo lui, si capiva perché le cose non andavano bene in fabbrica. Ha detto che troppi dipendenti commettevano infrazione gravi e meno gravi alle norme interne.
Di fronte allo stupore dei dirigenti, ha sostenuto che lo sapevano anche loro, che i fatti da lui contestati avvenivano alla luce del sole. E per provarlo ha mostrato alcuni dei più di trecento filmati registrati col cellulare contenuti nel video. Alcuni “frame” erano cose da poco, altri mostravano suoi ex colleghi che fumavano sul lavoro e altri ancora pratiche di lavorazione dei prodotti alimentari decisamente fuori da ogni standard. Il dvd che aveva consegnato era solo dimostrativo. Per impedire che venisse diffuso, ha chiesto di essere reintegrato nel suo posto. Sosteneva di aver detto che altrimenti l’avrebbe consegnato alla Guardia di finanza e all’ispettorato del lavoro. Gli altri che voleva metterlo su internet. La direzione non ci ha pensato due volte e lo ha portato in Procura. L’indagine del pm Imperato è terminata con una richiesta di rinvio a giudizio per tentata estorsione.
La difesa, avvocato Giacomo Tognetti, ha invece sostenuto che si è trattato di un maldestro tentativo di rivalutarsi e quindi farsi riassumere e che al massimo ci si trova di fronte a un esercizio arbitrario delle proprie ragioni, reato molto più lieve. Ma il giudice Eleonora De Marco è convinta della sua colpevolezza e in abbreviato lo ha condannato a 1 anno e 4 mesi. La difesa si riserva di ricorrere in appello.
Carlo Gregori
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