Troppe rapine: un summit in Procura a Modena
A Modena forze dell’ordine e magistrati chiamati ad analizzare tutti i colpi: «Serve una strategia comune contro questi reati»
MODENA Troppi assalti a negozi. Troppa violenza contro i commercianti e troppi rischi per i clienti. Se il crimine prende di mira botteghe e laboratori a Modena e in provincia a volte lasciandosi andare a violenza bestiale (come è successo nell’oreficeria di Vignola), la risposta della Procura è netta.
Il procuratore capo Lucia Musti ha annunciato un primo intervento per coordinare le indagini. Il primo passo sarà la raccolta dei dati sulle rapine recenti in provincia per vedere se esistono casi di serialità, ovvero se ci sono banditi che colpiscono certi tipi di negozi. Poi ha anche annunciato una riunione tra forze dell’ordine e magistrati impegnati nelle indagini per fare il punto sui principali casi e stringere così i tempi e i modi per arrivare a fare tutto il possibile per fermare questi banditi.
L'ESCALATION DI RAPINE Lo annunciato ieri mattina a margine dell’ultimo colpo violento: sabato sera in viale Medaglie d’Oro un commerciante bengalese di frutta e verdura è stato aggredito con spray urticante agli occhi e poi picchiato da un bandito che ha razziato 500 euro; probabilmente lo stesso aggressore che aveva compiuto un colpo identico pochi giorni prima in via Carlo Sigonio. La Musti ha ricordato anche il terribile caso dei quattro feriti portati all’ospedale dopo la rapina dell’orefice disabile di Vignola.
IL SUMMIT «La Procura è attenta alle rapine che vengono compiute negli esercizi commerciali - ha spiegato – sono fatti gravissimi con modalità violente che coinvolgono non solo i negozianti ma anche i clienti che vanno a far spesa. Per questo presto convocherò il comandante del Reparto Operativo dei carabinieri di Modena e il dirigente della Squadra mobile della Questura per preparare uno schema, ciascuno secondo le proprie competenze, relativo allo stato delle indagini sulle rapine. Poi organizzerò una riunione operativa con le forze dell’ordine e i sostituti procuratori titolari delle indagini su questi casi ».
Vogliamo capire se c’è una serialità - ha spiegato la Musti - ad esempio con riferimento alle vittime dei reati, alla tipologia dell’esercizio commerciale rapinato, oppure si ci sono analogie nel modo di agire dei banditi in diversi colpi. Insomma, tutta una serie di elementi che potrebbero emergere da questa riunione e che potrebbero aiutarci a organizzare e coordinare le indagini nel migliore dei modi possibili».
La Musti ha anche detto «di capire se i cittadini sono più preoccupati per questi fatti di delinquenza violenta che per il radicamento delle mafie sul territorio. Lo comprendo». Ha concluso che da queste riunioni si cercherà una risposta efficace.
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