Via Schiocchi, salta il tubo ed è “alluvione” nelle case
Si è rotta conduttura portante dell’acquedotto, danni per migliaia di euro Chiusa viale Italia per due ore: «Sembrava di avere il Secchia in salotto»
«Abbiamo il "Secchia" in casa». Sorpresa sgradita, ieri mattina, agli abitanti di viale Italia e strada degli Schiocchi. Sotto l'incrocio tra le due vie, infatti, si è rotto un tubo dell'acqua del diametro di cinquanta centimetri. Un danno che ha avuto ripercussioni sulla rete cittadina. In centro storico numerose le abitazioni rimaste senza acqua a causa del calo di pressione. «Ho chiamato il pronto intervento di Hera - accusa una residente - e mi hanno detto di rivolgermi a un idraulico. Ho detto loro che mi si stava allagando il cortile».
Il cortile, due vetture e altri oggetti, infatti, si ritrovano presto sommersi da un liquido verdognolo. «Mi hanno chiamato alle 8.43 - riconosce Franco Ferrari - e ho visto che i danni sono enormi. Un paio di macchine sono state in parte sommerse. I bambini erano tutti superiori. Mia figlia è andata via in tempo con il cane, altrimenti annegava. C'era una polla di mezzo metro». Qualcuno, passando, ha assistito alla scena e l'ha raccontata. «C'era come un lago - spiega il signor Roggiani - e l'acqua che saliva: sembrava una fontana». «Nel 2016 sembra impossibile - sostiene Luciano Dalmonego - ti svegli e hai la sorpresa del giorno. Già alle 9 c'erano due macchine della polizia municipale». I soccorsi erano arrivati. «Ho chiamato i vigili del fuoco - riconosce Gianfranco Guidone - ma fanno quello che possono. Doveva intervenire Hera! Abbiamo roba bagnata nei garage, c'era l'acqua che zampillava. Nel 2016 è improponibile che Hera ti risponda "Chiamate un idraulico". Per trovare il punto hanno impiegato un bel po' di tempo. Non hanno una mappa? Non sapevano dove chiudere la tubazione».
Critiche sottoscritte qualche minuto prima dallo stesso Franco. «Da quanto ho capito non hanno la conoscenza completa delle mappature - aggiunge l'uomo - e hanno dovuto affrontare un caso d'emergenza senza avere profili d'intervento. C'è un tubo enorme che drena a valle, ma nessuno ha fatto più di tanto un'analisi di logistica. Non sembra ci sia preparazione per casi del genere». Per la multiutility, il guasto è stato individuato e circoscritto in tempi rapidi e la fornitura è tornata regolare». Problemi si erano registrati in vari punti della rete cittadina. L'intervento per Hera è stato «tempestivo». Le case di strada degli Schiocchi più vicine all'incrocio sono le più colpite. «Ci siamo ritrovati venti centimetri d'acqua in casa», riconosce un uomo. Liberato l'ingresso, è una donna a mostrare l'interno. La corrente non è stata ancora riattivata, un televisore s'è salvato per pochi millimetri. Da verificare la tenuta degli oggetti contenuti nel garage. «L'acqua continuava a uscire - riprende Luigi Mocelli - ci saranno i garage pieni anche dall'altra parte. Sicuramente qualcosa dovremmo buttare». Si avvicina una bidella del Cattaneo/Deledda, domandando perché ci sia tutta quest'acqua. Luigi spiega la causa. «E ne è uscita così tanta?», aggiunge lei con occhi sgranati. Decine di studenti, dietro il cancello, osservano incuriositi. C'è chi, affacciato alla finestra, sdrammatizza. «Non posso leggere il giornale, non ho fatto colazione, non posso andare a prendere il caffè», scherza un uomo. «Abbiamo il "Secchia" sotto casa», aggiunge una donna. «Non è un'alluvione - ridimensiona Mario Bruno Fiorillo - quando è successo eravamo in casa e siamo usciti. Il garage dietro si sarà allagato». «Per fortuna non ci sono garage sottoterra», afferma Roberto Iscra. Qualcuno pensa a chi è stato più colpito.
«Da tempo il Comune farebbe bene a buttare giù la casa - assicura Mauro Martinelli, indicando l'abitazione di viale Italia - con tutte quelle libere che ci sono una sistemazione per le persone si trova». Quasi tutti non ricordano un episodio analogo. «Oltre dieci anni fa sono scoppiate le fogne dopo un acquazzone - è andata controcorrente una donna - e si sono mobilitati tutti». I lavori per il ritorno alla normalità proseguono nel pomeriggio. «Stiamo lavando con lo spurgo e la gomma - riconosce Salvatore Amoroso da un appartamento - come se fosse un pozzo nero».
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