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in centro storico

Anche a Modena social street coi residenti di via S. Michele

Anche a Modena social street coi residenti di via S. Michele

MODENA. Un giornalista, un fruttivendolo, una parrucchiera, un’educatrice, un’operatrice sociale, un ingegnere, un fotografo, un architetto, un cantautore, un antiquario, un’ex negoziante e una via,...

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MODENA. Un giornalista, un fruttivendolo, una parrucchiera, un’educatrice, un’operatrice sociale, un ingegnere, un fotografo, un architetto, un cantautore, un antiquario, un’ex negoziante e una via, precisamente via San Michele, in centro a Modena, che da qualche giorno ha qualcosa di diverso: è diventata una social street.

«Abbiamo creato un gruppo facebook che ad oggi conta 30 iscritti - racconta il giornalista e blogger Luca Fiorini che insieme ad Alessio, Cecilia, Sara, Luca e Marco ha deciso che era arrivato il momento di scendere in strada e conoscersi meglio tra vicini - Lo scopo è accorciare le distanze e favorire la conoscenza tra persone, attivando azioni di buon vicinato che spaziano dall'acquisto condiviso di frutta e verdura a pranzi collettivi, arrivando a creare una rete di assistenzialismo, attraverso richieste e segnalazioni pervenute dal gruppo facebook, di cui tutti i residenti della via possono beneficiare».

Il modello di riferimento è la nota via Fondazza di Bologna e sono tante le idee di questo gruppo - composto da ragazzi under 40 e da un'entusiasta signora di 81 anni - per animare la neonata social street del nostro centro storico. «Abbiamo anche intenzione di aprire un account instagram, una sorta di diario di bordo per raccontare attraverso le fotografie le vite degli abitanti della via».

L'obiettivo del Social Street è quello di socializzare con i vicini della propria strada di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Per raggiungere questo obiettivo a costi zero, ovvero senza aprire nuovi siti, o piattaforme, Social Street utilizza la creazione dei gruppi chiusi di Facebook. (l.s.)

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