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Milano: all’insegna della creatività una fashion week iper-cromatica

di Maria Vittoria Melchioni
Milano: all’insegna della creatività una fashion week iper-cromatica

Affluenze straordinarie per le sfilate dei marchi modenesi con tanti vip accorsi ad applaudirli Dalle silhouette rigorose di Blugirl alla magia circense della Franchi. E Scervino guarda alle arti

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di Maria Vittoria Melchioni

Si è inaugurata con un pranzo ufficiale tra il premier Matteo Renzi e il gotha della moda e si è conclusa con il trionfo agli Oscar di Di Caprio vestito da Armani, una delle più vivaci fashion week degli ultimi anni. Certo, le regole stanno cambiando, il metodo delle sfilate deve essere rivisto soprattutto in base alla legge di mercato del “see now, buy now” (vedi ora e compra subito), ma finalmente si è tornati a respirare creatività. I marchi con implicazioni territoriali nel Modenese hanno registrato affluenze straordinarie nelle location delle loro sfilate, con tanti vip accorsi ad applaudirli. Ha aperto la settimana della moda Blugirl che ha presentato abiti dalle silhouette rigorose rese più eteree dalle sovrapposizioni dei tessuti lucidi e opachi, trasparenti e consistenti. Glitter iridescente nel make up della modelle del carpigiano Cristiano Burani, che ha dedicato la sua collezione alla polvere di stelle con abiti iridescenti in lurex, tulle plissettato e laminato abbinati a tessuti maschili dall'allure urbana e contemporanea. Elisabetta Franchi rinnova il suo impegno animalista con una collezione dedicata alla liberazione degli animali dal circo, con colori e forme che ricordano la magia del Cirque du Soleil nella quale le giubbe dei domatori assomigliano alle uniformi di Lady Oscar con tanto di stivali sopra la coscia. Atmosfere da noir anni '40 quelle evocate da Blumarine che mescola evanescente chiffon organzato manopesca stampato a fiori con morbida pelliccia in abiti dalla linea voluttuosa e allungata, con l'accento sulla vita e lunghezze midi. Deliziose le cuffiette in visone. Copricapi in volpe, molto scenici, anche da Ermanno Scervino che per l'inverno prossimo ha declinato la sua visione couture al vestire quotidiano, esprimendo un'estetica che guarda al mondo delle arti con suggestioni pittoriche per il macramè petit-damier, cesellato e sovrapposto. Un cenno al gotico-vittoriano, per abiti, soprabiti e look total black. Gaia Trussardi guarda agli anni '70 e alle icone della moda inglesi come Charlotte Rampling. Giorgio Armani va controtendenza e si affida alla rassicurante eleganza del velluto nero, una signorile presa di distanza dal clamore dei bagliori di questa fashion week iper-cromatica.

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