“Osare”, la parola d’ordine per sconfiggere l’incertezza
Proposte “particolari” tra aristocrazie, antenati e favole da quasi tutti gli stilisti La lingerie da giorno della Ferretti. Serafini coniuga Lady D e Siouxsie Sioux
Lo spirito con il quale gli stilisti hanno affrontato le sfilate per il prossimo autunno-inverno è stato quello del marinaio che naviga a vista. A luci spente, con il circo mediatico di it girls, instragrammers, blogger e quant'altro già sui voli per Parigi, ci si interroga se siano queste le ultime passerelle organizzate nel modo “classico” che tutti conosciamo. Ad oggi Camera Moda ha dato appuntamento per la settimana del design in aprile, e non c'è una data certa per le sfilate uomo di giugno. In questo clima da “fine del mondo”, i creativi hanno deciso di osare sempre di più. Donatella Versace si circonda delle top del momento (Kendall Jenner, Gigi Hadid, Adriana Lima e Natasha Poly) per dare vita alle sue regine delle nevi in versione sporty. Ispirazione tecnica anche per i colori prima fluo che diventano pastello per le uscite finali. Brividi da Stella Jean che come soundtrack si avvale della potente voce di Wendell Simpkins e del suo coro gospel. La collezione è dedicata al dualismo tra ritratto e maschera: da una parte il ritratto del vecchio continente, nel suo significato classico inteso come lo status di un'aristocrazia che sfoggiava, all'interno delle proprie dimore, le effigi degli avi a testimonianza dell'appartenenza alla nobiltà. Dall'altra, le rappresentazioni evocative degli antenati, raccontati attraverso le maschere dell'africa subsahariana e le maschere dal punto di vista europeo di grandi artisti come Brâncusi, Modigliani, Giacometti, Picasso. Apprezzato l'omaggio ai Carabinieri ricamati sulle gonne ed evocati nella banda rossa sui pantaloni. Le Lucky Stars di Fausto Puglisi mettono da parte il romanticismo per portare in scena il dualismo maschile/femminile dove ritroviamo i segni distintivi del brand come i giubbotti college, il color block, le palme, gli accessori da cowgirl, mescolandoli al grafismo modernista di Balla fondendo urbanwear, sportwear e couture. Chi invece non può fare a meno del romanticismo è Luisa Beccaria che sovrappone pesi e motivi come sulla tavolozza di un pittore. I toni sono quelli del turchese, dell'ottanio, del blu-verde cangiante delle piume del pavone. Le silhouette sono quelle morbide dell'abbigliamento da casa contrapposto ad abiti strutturati con gonne da gala. Alberta Ferretti stravolge i canoni temporali e propone capi lingerie da indossare in pieno giorno, magari per una passeggiata in Central Park (ambientazione del suo show) o per andare al lavoro in pigiama (il sogno di tanti), ma che pigiama! Lorenzo Serafini, che da un anno disegna la linea Philosophy prodotta dalla Ferretti, ci fa fare un tuffo negli anni '80 portando in passerella una ragazza nata dall'unione della Principessa Diana e la cantante Siouxsie Sioux. Non mancano le camicie romantiche abbinate ai pantaloni in pelle dalla linea a palloncino così come gli abiti in pizzo che hanno conquistato le ragazze di tutto il mondo. Mondo che non è che sia un gran che, quindi ci hanno pensato Dolce&Gabbana a farci evadere dalla realtà ed immergerci in un'atmosfera da favola con abiti ispirati alle principesse Disney ma con il dna siculo della maison.
Maria Vittoria Melchioni
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