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Palestra vietata: aumenta il fronte contro il sindaco

di Daniele Montanari
Palestra vietata: aumenta il fronte contro il sindaco

Prignano. Pro Loco e associazioni contestano lo stop all’utilizzo che penalizza le tante manifestazioni organizzate. Un edificio costato 110mila euro da demolire

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PRIGNANO. C'è sempre più amarezza nella Pro Loco di Prignano per la decisione del sindaco Valter Canali di imporre uno stop alle iniziative che prevedono attività di ristorazione nella palestra comunale, e quindi feste. Una scelta motivata col fatto che la struttura non è in regola né con l'antincendio né con l'antisismica. Ma è così dal 2001. Sul primo fronte manca poco per la regolarizzazione. Sul secondo invece è necessario un intervento da 250mila euro che l'amministrazione è comunque intenzionata a fare, ma con l'orientamento di mantenere anche dopo il “divieto di ristorazione”, puntando invece all'acquisto di una tensostruttura da 50-60 mila euro da istallare permanentemente nel Parco della Pace per fare lì tutte le iniziative gastronomiche. Ma questo vuol dire anche buttare all'aria sul retro la struttura da 50 metri quadrati progettata dall'ingegnere sassolese Guerrino Cuoghi che con una spesa di 110mila euro sostenuta negli anni in autonomia dalla Pro Loco aveva permesso di creare un vasto ambiente cucina al servizio proprio della palestra. L'appendice è già stata svuotata di tutta l'attrezzatura, tanto che ci si aspetta l'ordine di demolizione. Dopo vent'anni di attività per il paese, la Pro Loco si sente di colpo tagliata fuori, col rischio di perdere tutto il suo patrimonio di volontariato. Se n'è parlato anche nell'ultima riunione disposta dopo la burrasca nel Consiglio comunale del 26 febbraio che ha visto cinque membri della maggioranza pensarla diversamente dal sindaco sulla palestra, a testimonianza di quanto la questione sia sentita. Il direttivo della Pro Loco, presieduto da Giuseppe Biagini, ha ricordato quanto fatto in particolare nell'ultimo decennio per far crescere il paese, a partire dalla Festa della Gastronomia Montana che attirava migliaia di turisti con una proposta di qualità forte anche delle partnership con la Scuola Alberghiera di Serra e Slow Food, sparite lo scorso giugno quando, agli albori della questione palestra, la gestione venne affidata ad altre associazioni in un'edizione sottotono. E la prossima potrebbe esserlo ancora di più. Ma grazie alla Pro Loco a Prignano d'estate c'era anche un cartellone estivo capace di portare qui, fra gli altri, Piero Pelù, Inti Intillimani, Modena City Ramblers, Paolo Rossi, Moni Ovadia, Simone Cristicchi, Ascanio Celestini e Paolo Cevoli. E nel resto dell'anno c'erano tanti altri eventi fondamentali anche per i loro risvolti sociali, come il megapranzo per gli anziani, la festa della Cri e quella della castagna, lì nella palestra "vietata". «Crediamo di aver dato al paese, abbiamo anche messo sempre a disposizione la nostra attrezzatura senza chiedere un soldo, non capiamo perché l'amministrazione non voglia dialogare con noi», hanno sottolineato i consiglieri. «Ora che si è aperto un momento di riflessione, rinnoviamo l'invito a parlarci per il bene di Prignano».

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