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Più sicurezza con “l’amicizia di vicinato”

Più sicurezza con “l’amicizia di vicinato”

Proposta del Pd: «Imparare a conoscere chi ci abita accanto per organizzare il controllo del territorio»

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Una maggiore conoscenza e amicizia nel vicinato per migliorare sia la qualità della vita che la sicurezza. Due ordini del giorno consecutivi presentati dal gruppo del Partito democratico, provano a impostare un legame di vicinato che nei quartieri italiani è spesso assente, mentre lo vediamo ricorrente per esempio in certe periferie americane rappresentate anche a livello cinematografico. Il primo prova a istituire le feste di vicinato, momenti di conoscenza reciproca che rendano meno ignoti coloro che vivono nella porta accanto magari da anni ma di cui sappiamo molto poco. Siamo solo a livello di impostazione, ci vorranno proposte, idee e facilitatori che favoriscano queste iniziative.

«Alcune – spiega Susanna Bonettini del Pd – sono già state realizzate in passato e ponendo le giuste basi anche in futuro si possono realizzare eventi che stringano legami in palazzi e zone cittadine, aumentando il senso di comunità».

Sembra quasi un passo successivo quanto contenuto nell’altro documento, che parla di controllo del vicinato. Una volta stabiliti legami di amicizia, conoscenza, solidarietà di quartiere, diventa anche più facile organizzare iniziative di sorveglianza a fini che diventano anche di sicurezza. Anche questo si vede in tanti telefilm americani: i vicini a turno si incaricano di un controllo del territorio «che non prevede né ronde, né armi e nessuna iniziativa particolare», spiegano i promotori «ma soltanto un’attenzione che proprio l’appartenenza di comunità rende più intensa. Questo può servire sia per prevenire atti di microcriminalità che, soprattutto, per contrastare attraverso la segnalazione i frequenti atti di vandalismo che tanti quartieri registrano ma che spesso non vengono denunciati». Si tratta insomma, molto semplicemente, di guardare il proprio quartiere e vicinato con un occhio più attento, stimolato da un maggiore senso di cittadinanza. Per l’iniziativa sono arrivate tante richieste di chiarimento e ovviamente anche qualche critica.

«Non si può delegare la sicurezza al cittadino – hanno detto le opposizioni in consiglio comunale -, ma deve essere chi ne ha la responsabilità a garantirla».

«Un ordine del giorno fumoso e poco circostanziato – ha obiettato Giorgio Barbieri di Sassuolo 2020 – che non lascia capire come dovrebbero essere organizzate queste iniziative e con quali modalità». Alla fine comunque, anche se la strada per arrivare a qualcosa di concreto si preannuncia lunga, entrambi gli ordini del giorno sono stati approvati con una maggioranza ampia e alcune astensioni. (g.b.)

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