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Professione acrobata

Professione acrobata

Il cast del musical “Notre Dame de Paris” non è composto solo da ballerini e cantanti ma anche da un team di acrobati e fra questi è stato scelto un altro modenese, il 25enne Alberto Poli, acrobata...

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Il cast del musical “Notre Dame de Paris” non è composto solo da ballerini e cantanti ma anche da un team di acrobati e fra questi è stato scelto un altro modenese, il 25enne Alberto Poli, acrobata da oltre dieci anni che mai avrebbe pensato di farcela: «Quando ho visto le audizioni mi sono detto che dovevo provare a tutti i costi, era l’unica occasione che avevo e ho fatto bene a tentare il tutto per tutto».

Una vocazione, quella di Alberto per la ginnastica acrobatica, che lo accompagna sia da quando era un ragazzino e che lo ha portato ad esibirsi in spettacoli importanti, come quello della Turandot all’Arena di Verona. Il cuore però resta sempre a Modena dove ama allenarsi insieme al suo team “Vertical Limit”, con cui condivide questa grande passione che ormai sta diventando il suo lavoro a tempo pieno.

Alberto, quando hai iniziato a fare le prime acrobazie?

«Le prime acrobazie le ho provate in giardino e guardando gli acrobati in televisione ho capito che era quello che volevo fare da grande, era la mia strada e avrei fatto di tutto per percorrerla. Così mi sono iscritto a diverse palestre e ho creato il mio team di acrobati che si chiama “Vertical Limit” e poi ho cominciato a lavorare in Italia e all’estero».

A proposito di estero, hai detto che quando hai visto le date delle audizioni eri appena tornato da un viaggio a Panama...

«Si, ero partito qualche tempo prima per un viaggio di volontariato a Panama, dovevo fare chiarezza per capire e trovare l’ispirazione e così è stato. Quando sono tornato mi sono detto che volevo a tutti i costi diventare acrobata e il giorno dopo è uscito l’annuncio dei casting di Notre Dame appunto e quella era la mia occasione».

Una chiamata del tutto inaspettata?

«Parecchio inaspettata ma ero abbastanza rilassato perché avevo in mente anche altri progetti, Notre Dame ovviamente era quello più grande ed importante e dopo aver fatto due selezioni ci iniziavo a credere, la chiamata è stato un colpo davvero forte perché ci credi fin da piccolo e quando si avvera non stai più nella pelle».

Qual è il segreto per arrivare a coronare il proprio sogno?

«Ci vuole innanzitutto tanta convinzione, io mi sono trovato a fare tutto da solo ce l’ho fatta, la cosa importante è partire, crederci e provarci fino alla fine». (s.f.)

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