Castelvetro, un selfie prima della terribile caduta dal tetto
La 15enne di Guiglia precipitata dal tetto dell’asilo si era fatta una foto con gli amici: resta in prognosi riservata
CASTELVETRO. Per i piccoli dell’asilo “Arcobaleno” di Castelvetro è una giornata come un’altra. Loro non sanno che due sere fa, una ragazza di 15 anni, proprio tra quelle mura, ha rischiato di perdere la vita, cadendo dal tetto della struttura, dove si era arrampicata con tre amici. Un terribile volo da un’altezza di sei metri, attraverso il lucernario dell’asilo. Dopo il trasporto all’ospedale civile di Baggiovara avvenuto lunedì, ieri è stata operata, ma è ancora nel reparto di terapia intensiva e la prognosi resta riservata.
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Non è ancora certo per quale motivo si sia spinta, assieme ad un’amica e a due ragazzini, fin lassù, attraverso le scale antincendio poste nella facciata posteriore dell’asilo e poi salendo su un muretto. Probabilmente si è trattato di una ragazzata, un modo come un altro per trascorrere qualche ora in compagnia degli amici, tutti minorenni come lei.
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«È la prima volta che accade una cosa del genere - raccontano gli abitanti delle abitazioni che confinano con l’asilo - Non avevamo mai visto in passato nessuno aggirarsi all’interno della scuola di notte, tantomeno qualcuno arrampicarsi sul tetto, altrimenti avremmo chiamato immediatamente la polizia municipale».
Agli insegnanti e ai bidelli dell’asilo “Arcobaleno” è stato imposto il divieto di parlare, ma qualche genitore in attesa dei bambini conferma che si tratta del primo caso di “intrusione” all’interno della struttura scolastica, che fa parte di un plesso con diversi cortili e aree sportive.
Anche a Guiglia, dove la 15enne risiede, c’è molta preoccupazione per le sue condizioni di salute: «Un incidente terribile - dice il genitore di un’amica - che potrebbe accadere a qualunque dei nostri figli, perché a quell’età non si pensa alle conseguenze delle proprie azioni e specialmente quando si è in gruppo si tende a “strafare”».
La ragazzina, di origine polacca, abita con i genitori a due passi dal centro di Guiglia e ogni giorno prende la corriera per raggiungere Modena, dove frequenta un istituto superiore.
«La vediamo tutti i giorni - dicono alcune ragazze di Guiglia appena scese dallo stesso autobus che riporta a casa gli studenti - è una ragazza normale, come tutte noi. Frequenta il gruppo scout di Vignola».
«Avevano anche messo una foto su Snapchat», dice un’altra. Ovvero la 15enne e gli amici, lunedì poco prima dell’incidente, avevano diffuso una foto del pomeriggio su un particolare social network, molto diffuso tra gli adolescenti, che permette di pubblicare foto a tempo. Un altro indizio di come un pomeriggio innocente tra amici si sia trasformato in un ardito gioco, dal tragico epilogo.
Giovanni Balugani
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