Appalti e ribassi, la difesa del Comune
«Solo il 10 per cento dei 25 milioni di investimenti fatti fino ad oggi è assegnato con questo metodo»
Il ministro alle infrastrutture Graziano Delrio ha detto stop, grazie al nuovo codice degli appalti, alle gare d’appalto al massimo ribasso: il Comune nei giorni scorsi ha assicurato che a Modena se ne fa un uso molto basso e oggi l’ente locale fornisce le cifre. Prendiamo tutte le gare d’appalto realizzate dal Comune dal primo gennaio 2014 a due giorni fa escludendo per gare per i sevizi – cimiteriali, sociali, all'istruzione... - che renderebbero il calcolo troppo complicato. In questo lasso di tempo, la “coda” della giunta Pighi e l'anno e mezzo di governo Muzzarelli, le gare aggiudicate con il criterio al massimo ribasso hanno previsto l'assegnazione di fondi per i lavori pari a 2 milioni e 627mila euro. Ricordiamo che il massimo ribasso, secondo molti esperti che si dicono preoccupati, è una prassi che difficilmente coniuga la qualità del lavoro con l'estremo abbassamento del prezzo. Ecco perché oggi il governo la vuole escludere il più possibile. A Modena però si spende molto di più con tipi di gare giudicate più “sicure”: nello stesso lasso di tempo 12 milioni e 358mila sono stati assegnati attraverso il sistema della “media ponderata” mentre 9 milioni e 992mila euro sono stati assegnati con il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa. Su 25milioni di investimenti dunque l'uso del massimo ribasso è circa del 10%, una pratica che sarebbe tutto sommato accettabile. “Sarebbe” appunto. Il Municipio in questo computo mette a conoscenza solo del monte finanziamenti, ma non dice quante sono state in totale le gare e quante sono state eseguite con il criterio del massimo ribasso e della offerta economicamente più vantaggiosa. Resterebbe dunque da sapere il numero delle gare d'appalto realizzate con il massimo ribasso e il numero delle gare d’appalto realizzate attraverso il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa. Nell'edizione di ieri la Gazzetta ha fatto un calcolo, recuperando le gare d'appalto dal settembre scorso a oggi. Su 29 gare citate ben 21 sono assegnate attraverso il massimo ribasso, un dato ben lontano dal 10% del monte economico. E dire che soprattutto le gare di “piccola” entità incidono sulla qualità del patrimonio pubblico.
Stefano Luppi
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