Artigiano pericoloso, i giudici gli negano di tornare in paese
MONTESE. A metà maggio 2015 i carabinieri erano dovuti intervenire al bar “Centrale” per redimere una lite scoppiata tra il titolare ed un 25enne marocchino, considerato l’autore di un furto pochi...
MONTESE. A metà maggio 2015 i carabinieri erano dovuti intervenire al bar “Centrale” per redimere una lite scoppiata tra il titolare ed un 25enne marocchino, considerato l’autore di un furto pochi giorni prima. Era il secondo episodio che aveva visto sospettato il ragazzo, residente a Castel d’Aiano, ma spesso a Montese per lavoro (fa l’imbianchino), rapporti di famiglia (ha un cugino) e di affari (la sua banca è in paese). A fronte della doppia situazione, il questore aveva emesso un foglio di divieto di fare ritorno a Montese. Contro l’atto, il giovane si è opposto, appellandosi al Tar regionale. Ma i giudici gli hanno dato torto: dovrà stare alla larga come imposto dalle forze dell’ordine. I giudici, infatti, hanno ritenuto che da un punto di vista lavorativo non vi siano gravi ricadute dal momento che l’imbianchino aveva soltanto un cliente a Montese; anche il fronte familiare è piuttosto labile poiché la presenza di un solo cugino non può avere valore. E neppure i rapporti con la banca di riferimento vale come motivo per annullare il “foglio di via”perché l’avere un conto corrente “non si presenta in sé rivelatrice di un consolidato collegamento con il territorio”.
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