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Hera investirà 171 milioni nel Modenese

Hera investirà 171 milioni nel Modenese

Presentato il Piano industriale al 2019 della multiutility. Gli interventi previsti sul territorio

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La multiutility Hera ha presento il Piano industriale al 2019 con riferimento all’area di Modena ai sindaci, alle Commissioni consiliari e al Tavolo comunale per la crescita.

Un Piano che prevede importanti investimenti su tutte le aree di business: dal servizio idrico (60 milioni) all’ambiente (31 milioni) e reti gas, energia elettrica e teleriscaldamento (80 milioni). Il Piano industriale è stato presentato dal presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano e dall'amministratore delegato Stefano Venier.

«Nel 2014 - dichiara l’azienda - il valore aggiunto generato e distribuito dal Gruppo Hera sul territorio ha sfiorato quota 1,6 miliardi: in particolare, il valore aggiunto distribuito nella provincia di Modena è stato pari a 142 milioni, in linea rispetto agli anni precedenti, di cui 53 milioni ai fornitori locali, 61 milioni ai lavoratori, 16 milioni agli azionisti e 12 milioni alle pubbliche amministrazioni. Sono previsti invece fino al 2019 oltre 2 miliardi di investimenti (con il 72% per la filiera reti), di cui oltre 170 milioni nel Modenese». Dal punto di vista economico-finanziario, il Piano proietta al 2019 un margine operativo lordo di 1,03 miliardi di euro.

«Agli obiettivi prettamente economici - ha affermato il Gruppo Hera - si affiancano target quali la riduzione degli impatti ambientali, l'attenzione all'efficienza energetica e il miglioramento continuo del servizio al cliente, con la consapevolezza dell'importante ruolo dell'azienda sul territorio. Sono obiettivi sfidanti».

Nel Modenese gli investimenti diretti del Gruppo entro il 2019 saranno quindi in totale 171 milioni, di cui circa 40 milioni già pianificati nel 2016. Tra i vari interventi si segnalano la costruzione di cabine primarie per l'energia elettrica a Modena est e Cittanova e gli investimenti nel ciclo idrico per interconnettere le reti acquedotto della Valle Panaro con quelle della Valle Secchia e garantire la mutualità dei due sistemi idrici, gli adeguamenti normativi per gli scarichi fognari e gli studi innovativi sulle acque parassite che possono permettere di recuperare efficienze sul sistema depurativo.

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