Il camionista: «I tratti nuovi già da rifare»
«Solo chi “vive” per lavoro lungo la Modena-Sassuolo e anche sulla tangenziale sa cosa vuol dire avere a che fare sempre, estate e inverno, con buche da evitare, con crepe, con un continuo sobbalzare,...
«Solo chi “vive” per lavoro lungo la Modena-Sassuolo e anche sulla tangenziale sa cosa vuol dire avere a che fare sempre, estate e inverno, con buche da evitare, con crepe, con un continuo sobbalzare, con il dovere evitare di finire con le ruote nella “caverna”. Ho perso il parafango del mio camion già quatto volte ma tanto mi sono convinto che si andrà avanti sempre così».
È lo sfogo di un camionista, uno dei tanti impegnati a percorrere le tratte modenesi dalla città al comprensorio ceramico oppure a volte in Appennino. «Anche l’Estense è messa malissimo, è tutta una buca e un rattoppo. A proposito dell’asfalto a freddo: piove, la ghiaina si sposta, si accumula a lato, non fa passare l’acqua e si creano grosse pozzanghere. Arriva l’automobilista che ci passa sopra, l’onda che solleva arriva all’altro lato, sul parabrezza di chi transita il quale rallenta oppure frena. E allora si creano i tamponamenti oppure incidenti più gravi».
«In tangenziale - prosegue il camionista modenese - non sono esenti i tratti nuovi. Si riconoscono perché sono scuri, per l’asfalto nuovo. Eppure già in quei tratti ci sono le ragnatele e si sa che quando è così presto arrivano le buche. Mi chiedo perché non si sia fatto un intervento alla base, una bella fresatura del fondo in modo che poi si possa creare un manto, e si spera di qualità, che appoggia su una base sicura. Qui è tutto un disfare e rifare. Ho portato a far controllare le gomme: presentano fratture , più è o meno grandi, alla struttura, si sono create a forza di urti e di buche»
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