Gazzetta di Modena

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SANTACHIARA (COMITATO ETICO)

Quegli studi da approvare tra ricercatori e finanziatori

Cro. Ovvero: Contract research organization. Per legge, è un gruppo di ricercatori composto da medici e chirurghi ma anche da fondazioni, onlus e finanziatori che lavora attorno a un progetto di...

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Cro. Ovvero: Contract research organization. Per legge, è un gruppo di ricercatori composto da medici e chirurghi ma anche da fondazioni, onlus e finanziatori che lavora attorno a un progetto di studio medico autorizzato. E le Cro legate alla Cardiologia ai tempi della direzione della professoressa Maria Grazia Modena (2008-novembre 2012) sono state al centro della deposizione fatta ieri al maxiprocesso dal segretario del Comitato Etico del Policlinico, il farmacista ospedaliero dottor Saverio Santachiara, che ha ricostruito a lungo come venivano presentate, discusse e approvate o rinviate le sperimentazioni proposte dalla Cardiologia. (Quelle ufficiali, ovviamente, dato che l’accusa sostiene che altre sono avvenute in modo illecito). I numeri esposti sono impressionanti. Se prima dell’arrivo del professor Giuseppe Sangiorgi a capo della Emodinamica, le sperimentazioni vagliate dal Comitato etico erano tre o quattro all’anno, nei tre anni di Sangiorgi sono arrivate a 28; di queste 21 le ha presentate lo stesso Sangiorgi come leader della Cro. Questo fiume in piena di studi con attrezzature cardiologiche, macchinari e farmaci per i pazienti era tale che quando Sangiorgi se ne sarà andato, dopo che lo scandalo è scoppiato nel 2012, la professoressa Modena verrà chiamata a metter mano a questa lunga lista di sperimentazioni, ma manderà una lettera nella quale farà una confusione tra sperimentazioni autorizzate profit e no profit, ovvero esperimenti che dovevano fruttare denaro oppure no.

Ed è questo il punto critico scadagliato ieri mattina dal pm Marco Niccolini con le sue domande, sperimentazione per sperimentazione, sulle autorizzazioni rilasciate dal Comitato Etico: tanti i casi di ambiguità e discrepanze su chi finanziava e chi pagava il conto finale. Infatti, ogni proposta di studio doveva passare il vaglio del comitato che voleva sapere se era profit, se aveva un finanziatore esterno, chi componeva lo staff della Cro e se qualcuno al suo interno aveva un conflitto di interesse con l’azienda coinvolta. L’analisi caso per caso ha portato alla luce numerose zone d’ombra, tanto che il Comitato spesso rinviava il giudizio a una nuova sessione solo dopo chiarimenti e documenti integrativi. Un caso indicativo è quello dello studio Security che risulta no profit. Uno studio con farmaci che comprende nella sua Cro una società Srl finanziata da una onlus. Quale interesse potevano avere onlus e Srl a finanziare questo studio? Esisteva inoltre uno sponsor occulto, come si sospetta?

Prossima udienza il 13 aprile. (c.g.)

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